Milano/ Bobo Craxi ad Affaritaliani.it: "Attenta Stefania, l'Expo porta male. Glisenti? E' una pedina fondamentale..."

Mercoledì, 18 febbraio 2009 - 08:58:00


Stefania Craxi


Bobo Craxi

di Fabio Massa

"Cara Stefania stai attenta. Io l'Expo l'ho vinto, e sono stato licenziato..." Bobo Craxi ha scelto Affaritaliani.it per raccontare il suo punto di vista sull'Esposizione Universale. E - soprattutto - per mandare messaggi importanti alla sorella Stefania Craxi, che come ha rivelato lunedì in esclusiva Affaritaliani.it, è stata designata dal Ministero degli Esteri per essere il trait d'union tra Milano e Roma. L'ex sottosegretario, che si dimostrò essere una pedina fondamentale per la conquista dell'Expo 2015, parla anche del "siluro" lanciato a Glisenti. E - contrariamente alla sorella - lo difende: "E' uno dei pochissimi che credette nella conquista dell'evento. Conosce il dossier, mentre altri dovrebbero studiarselo perché non hanno capito niente".

IL COMMENTO DI AFFARITALIANI

Tutti attaccati alla cadrega. La sindrome Villari, presidente della Vigilanza Rai per circa un mese, colpisce anche Paolo Glisenti. Tutti vogliono le sue dimissioni, anche la Moratti, se ne è convinta o è stata convita, pena il commissariamento della Soge. Ma lui, manager tutto di un pezzo, non ne vuole parlare e più volte contattato da Affaritaliani.it declina, per carità con estrema gentilezza, l'invito. Ma l'impressione è che faccia la fine del buon Villari, anche lui scaricato dai suoi e presto finito nel dimenticatoio. Ma si sa, Andy Warhol aveva ragione (forse):  "Tutti avranno in futuro15 minuti di notorietà"

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Ermolli non è disponibile a ricoprire la carica di ad della Soge in vista dell'Expo 2015. Lo riferiscono fonti vicine a Promos, l'azienda della Camera di Commercio di Milano presieduta dallo stesso Ermolli. Ricostruzioni di stampa indicavano il sui nome, al fianco di quello dell'ex ministro Lucio Stanca, tra i possibili top-manager chiamati a guidare la Soge nel caso di un passo indietro dell'ad designato Glisenti.

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Bobo Craxi, lei è stato tra i vincitori dell'Expo. Ora sua sorella torna a Milano con un ruolo di prestigio. Insomma, l'Esposizione è un po' un affare di famiglia. Da fratello a sorella.

Sa cosa le dico? Mi sento un vincitore morale, io. Però devo dire una cosa a Stefania: stai attenta. Io ho vinto l'Expo e mi hanno licenziato...

Come dire, l'Esposizione non porta bene.
In un'azienda normale mi avrebbero dato non dico una promozione, ma quantomeno un premio produzione. Io invece sono stato licenziato.

Lunedì sera, ad Arcore, i convitati di Berlusconi hanno tirato un siluro a Glisenti.
Voglio dirlo chiaro e forte: Glisenti è stato uno dei protagonisti della vicenda Expo. Le persone che ci credevano, nella vittoria di Milano, si contavano sulle dita di una mano. E tra queste c'era sicuramente Paolo Glisenti.

E allora diciamoli, questi nomi. facciamo una lista.
Direi senza dubbio Prodi, Bobo Craxi, Moratti e Glisenti. In parte devo dire che ha contribuito anche il "giro" milanese della Fiera e quello di Promos. La Provincia pure ci ha creduto, un po'. Il problema però adesso è un altro.

Quale?
Il problema è il tempo. Ci sono sei anni per riorganizzarsi e riacquisire uno spirito dell'Expo che pare perduto. Non scordiamoci che siamo riusciti a convincere il resto del mondo, anche se sono cambiate un po' di cose.

Tipo?
Tipo la crisi. Mica è colpa nostra o di altri, intendiamoci. La suggestione di un Expo che si fa carico delle grandi sofferenze del mondo e della fiducia nella nuova tecnologia sul piano dell'agricoltura incontra maggiori difficoltà. Comunque credo che sarà una grandissima opportunità.

Viene detto da più parti di ridimensionare l'evento, di rivedere il dossier.
Ridimensionare? E che cosa? Le infrastrutture, magari. Si può fare qualcosa di meno. Ma deve restare sullo sfondo una Expo universale. Nella quale c'è un grande esempio di multilateralismo, multiculturalismo, di grandissimo interesse per Milano e per tutta la pianura padana. Dove, non dimentichiamolo, c'è la più grande concentrazione di economia agricola in Europa. E' evidente che rimane sullo sfondo questo spirito Expo: la chiave vincente è quella. Anzi, la vuole sapere una cosa?

Dica.
Il dossier l'hanno letto in pochi. E l'hanno capito ancora meno persone. Andrebbe studiato, riletto, capito. E su questo ripartire con un ragionamento globale. Tutti pensano che è una grandissima Fiera campionaria. Ma non è così. Parla di agricoltura, di cibo.

Torniamo a parlare di Glisenti. Dicono che verrà silurato. Al suo posto o Ermolli o Stanca. Mi dia un giudizio su tutti e tre, visto che conosce bene la questione.
Paolo Glisenti conosce benissimo il dossier. Di fatto abbiamo declinato proprio insieme a lui una filosofia essenziale nella conquista dell'Expo. Ermolli, nell'ultimissima fase, ha pure lui lavorato per portare a Milano l'Expo. Stanca non mi risulta abbia fatto proprio nulla.

Dei tre, ionsomma, è il più estraneo...
Assolutamente sì. Vorrei tornare sul ruolo del governo. Precisando che il ministero degli esteri la sua parte l'ha già fatta conquistando i voti dei Paesi.

Insomma, sua sorella Stefania Craxi non si dovrà certo stancare.
No, non voglio fare forzature. Ho detto, e ribadisco, che il lavoro più impegnativo è già stato fatto. Punto. Poi c'è tutto un aspetto di gestione dei rapporti che vanno consolidati. Il ministero delle Infrastrutture è fondamentale, ma il cuore della filosofia Expo rimane effettivamente la capacità di lavorare assieme a tutti questi paesi che abbiamo coinvolto.

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