Provinciali Milano/ Antonello Patta (Prc) ad Affari: "Penati torni da noi e parleremo del programma. Ma non porti l'Udc"
di Fabio Massa
Pronti all'accordo. Dopo una schermaglia politica (degenerata in certi momenti fino alla rottura), Penati e Rifondazione Comunista fanno pace. Da una parte il presidente della Provincia, in vista delle elezioni del prossimo anno, lancia tramite Affari un messaggio di pace e di intesa ai comunisti. E dall'altra Parte, sempre tramite Affari, Antonello Patta, capogruppo di Rc, risponde positivamente. Resta il nodo Udc, che Penati continua a corteggiare. Ma che Patta dichiara apertamente di non volere.
Antonello Patta, Penati sembra voglia tornare a parlare con voi dopo mesi di gelo...
Stiamo discutendo di temi fondamentali per la Provincia. Lo facciamo con la maggioranza e con il Presidente: stiamo parlando dei punti salienti del programma: rifiuti, ambiente, sistema dell'acqua. Quest'ultimo è un tema poco trattato sui media, ma la cui importanza è enorme. Stiamo andando a costituire un'azienda seconda solo all'acquedotto pugliese, completamente pubblica.
Parlate dell'attività amministrativa. E delle Provinciali? Penati lancia segnali di pace.
Noi abbiamo sempre sostenuto, e non cambiamo versione, che il raggiungimento di un'intesa adesso sui temi che ho appena detto, permette di discutere serenamente delle alleanze per le prossime elezioni. Una volta raggiunta la capacità di sintesi su queste questioni, si potrà poi trovare l'intesa programmatica in vista delle Provinciali.
Allora, siete pronti a stringervi la mano e a correre insieme.
Chiariamoci. Mentre il Pd ha tentato invano la via dell'autosufficienza, noi abbiamo sempre sostenuto che il raggiungimento di un'intesa programmatica è il viatico per andare insieme.
E se anche l'Udc fosse della partita?
Noi con loro non andiamo.
Al di là dei programmi, allora, esiste una pregiudiziale da parte vostra.
Non è una pregiudiziale. E' la consapevolezza che su una serie di questioni, che si traducono in atti politici concreti, con l'Udc non può funzionare. La presenza dell'Udc prefigurerebbe l'accettazione di uno spostamento a destra sul piano programmatico. L'Udc lo conosciamo bene... La nostra distanza culturale è incolmabile.
Qualche maligno dice che Penati ha provato con l'Udc. E che avendo fallito torna ora a Rifondazione Comunista. Non vi sentite un po' "una ruota di scorta?"
Io penso che il Pd sia reduce da due fallimenti: quello dell'ipotesi dell'autosufficienza e poi anche quello dell'alleanza con l'Udc. Noi non ci siamo mai sentiti ruota di scorta. Abbiamo sempre puntato sull'asse programmatico, che ha una gamma possibile di spostamenti, ma non tale da far entrare l'Udc. Se adesso Penati, visto che gli è scappata l'alleanza con Luigi Baruffi, viene da noi, non cambia nulla. Il Pd ha fatto tre mesi di cortine fumogene, dichiarando che la linea Ferrero avrebbe escluso l'alleanza. Non è mai stato vero: localmente possiamo regolarci sulla base dei programmi. E così sarà.



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