Grandi opere/ Fabio Terragni (Presidente Pedemontana) ad Affaritaliani.it: "Siamo a caccia di 2 miliardi di euro. Ecco come li troveremo"

Giovedì, 27 novembre 2008 - 10:00:00

Avete dovuto spiegare alla gente perché la Pedemontana è così importante?
No, non abbiamo dovuto. Chi abita in un territorio dove ci si mette due ore a fare dieci chilometri, e dove i tir passano davanti alle scuole elementari, capisce l'importanza di un'opera che abbatte questi tempi e diminuisce i rischi per le persone.

Tra poco si partirà con appalti, subappalti, sub-subappalti. In questi casi si temono sempre le infiltrazioni mafiose, il lavoro nero.
Per prevenire questi rischi abbiamo fatto un protocollo d'intesa con i sindacati sul lavoro nero e sui subappalti. Abbiamo fatto una riunione con il prefetto, siamo in contatto con l'Osservatorio sulle grandi opere. Tengo a precisare che i nostri appaltatori, come Impregilo, devono firmare un contratto nel quale si assumono una serie di impegni con i quali garantiscono trasparenza.

Parliamo di soldi.
L'opera ha un previsione di 4 miliardi e 200 milioni, il contributo pubblico è di un miliardo e 200 milioni di euro, ci sono oltre 2 miliardi da trovare sul mercato. Sia in termini di equity, e quindi di partecipazione al capitale sociale sia a livello di ristrutturazione del debito. Il momento non è dei più entusiasmanti, me ne rendo conto. Per questo stiamo rivedendo il piano finanziario e da gennaio ci dedicheremo a questo aspetto. Avremo 6 mesi di tempo per chiudere il piano economico-finanziario e vedremo se riusciremo a reperire le risorse. Noi guardiamo al mercato ma contemporaneamente anche a soggetti intermedi come la Cassa Depositi e Prestiti. Mi rendo conto della criticità del caso: non è semplice trovare 2 miliardi e mezzo di euro. Non è scontato che si trovino le risorse, bisogna cercarle.

Insomma, non ci sarà una pioggia di risorse da Roma che risolve tutti i problemi.
No, non ci sarà. E' un problema delicato, che va affrontato tutti insieme. Non si può improvvisare, bisogna avere rigore, affidabilità, nervi saldi. Dobbiamo costruire un piano appetibile per i capitali dei privati.

Il ritorno dei privati sarà dai ricavi dell'attività?
Oggi è previsto il 6,2 percento netto. E' quanto viene garantito sia sull'equity che sul debito. Abbiamo un piano economico finanziario per il quale le tariffe compensano l'ammortamento delle opere. Oggi questo 6,2 percento è un po' basso, visto lo stato del mercato. Di denaro ne circola molto poco, ma l'investimento è garantito, e per lungo tempo...

Contatti con il mondo della finanza?
Stiamo nominando un advisor finanziario, la Deloitte. La mia attitudine è quella dell'apertura ai mercati: ma probabilmente dovremo chiamare tutti a raccolta. Queste opere si fanno solo se siamo tutti d'accordo: il Governo fa la sua parte, la Regione fa la sua parte, la Provincia fa la sua parte...

Teme contraccolpi dalle elezioni provinciali alle porte?
Sicuramente rischiano di introdurre un elemento d'incertezza. Io vado avanti come sempre. Tornando al piano finanziario, punterei sull'accesso privilegiato alla Cassa Depositi e Prestiti, che permetta ai privati di entrare. Siamo all'indomani di una diversificazione del capitale sociale. Serravalle è al 100%, ma domani Serravalle manterrà il 35% e cederà il 65%.

Chi entrerà?
Partner finanziari come Banca Intesa Infrastrutture, ma anche Ubi Banca e banche di credito cooperativo. Ci saranno partner industriali: Autostrade per l'Italia, Gavio e gli altri soggetti del panorama autostradale. Serravalle rimarrà però socio di maggioranza relativa.

I denari pubblici sono garantiti?
Sì, sono garantiti. Il miliardo e 200 milioni è così suddiviso: 200 milioni sono stati stanziati dal governo Berlusconi (tra il 2001 e il 2006, ndr), il miliardo da Prodi. Oggi sta però succedendo una cosa che non incoraggia: non stiamo andando avanti, stiamo andando indietro. Gli stessi leghisti sono tesi. Fondi da Roma non ne arrivano. Questo ci blocca. Faccio un esempio: i secondi lotti delle tangenziali di Como e Varese non sono ancora finanziati. Le risposte che ci arrivano dalla politica, invece dei fondi, sono di questo tenore: "Fate pagare il pedaggio". Ma questo non è possibile. Noi possiamo fare questa opera perché è stato garantito un miliardo dal governo Prodi.

Diamo un'informazione pratica ai cittadini: parliamo di tariffe.
Oggi nel piano finanziario le tariffe sono due: 13 centesimi al chilometro per veicoli leggeri e 19 per i veicoli pesanti. Noi però stiamo cambiando impostazione. Fino ad oggi si è pensato a un'autostrada ad esazione semi-chiusa. Per intenderci: a un certo punto c'è una barriera e si paga. Noi abbiamo cambiato tutto: abbiamo introdotto una modalità di esazione chiusa e free flow. Quindi, con varchi tipo telepass o ecopass, che rilevano i dati della macchina. Questo ci permetterebbe di inserire una serie di variabili importanti. Per esempio, vorrei far pagare di più nelle ore di punta, di più i veicoli inquinanti, meno quelli ecologici, di più quelli con una persona a bordo, meno quelli con più di una persona.

Fabio Massa

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Lavoro/ Damiano (Pd), su articolo 18 Monti sbaglia
Maltempo/ Alitalia, domani cancellati 40 voli a Fiumicino
Grecia/ Rinviato vertice Ue, servono altri 15 miliardi
Gruppo Italcementi/ 4.721 mln fatturato 2011 (+1,3%)
Fonsai/ Ancora rally in borsa con Unipol, faro Consob
Pedofilia/ Vescovi e superiori religiosi faranno "mea culpa"
Iran/ Israele, applicare subito sanzioni per evitare attacco
Maltempo/ Fs, mettersi in viaggio solo se strettamente necessario
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Non aspettare!

Cerca subito tra migliaia di immobili in vendita e in affitto
Inizia da qui

Prima rata gratis

Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso