Milano/ Le slot machines? Insicure. Ecco come truffarle. La verità svelata da un giocatore incallito. L'inchiesta di Affari

Venerdì, 19 dicembre 2008 - 16:10:00

ESCLUSIVO/ IL CONSULENTE TECNICO

Eugenio Bernardi è un lettore particolare. Di mestiere fa il consulente tecnico per la gestione delle slot machines. Chiama in redazione, ad Affaritaliani.it dopo aver letto l'inchiesta basata sulle dichiarazioni di un ex giocatore incallito. E sottolinea: "E' vero, ci sono molti problemi"

Eugenio Bernardi, che succede? Il gioco è insicuro?
No, il problema non è questo. Il problema è che la procedura per sistemare queste slot machines è assolutamente ingessata.

In che senso?
Nel senso che i bachi del sistema ci sono. E' ovvio, è normale. Ma noi, invece di sistemare il problema in cinque minuti, come potremmo, dobbiamo ritirare la macchina, fare un aggiornamento, mandarla per l'omologazione. Insomma, è una trafila lunghissima che danneggia sia i giocatori che gli esercenti.

C'è il rischio che ritirino tutte le "macchinette"?
No, per adesso no. Certo che la situazione è preoccupante. Pensi un po' che l'altro giorno hanno arrestato un cinese con un cellulare molto particolare, che non manomette le schede ma interferisce il sistema di pagamento. Grazie a questa scoperta siamo riusciti a scoprire qualcosa di più. Ogni giorno subiamo tentativi di manomissione. Ci dobbiamo difendere.

Ancora i cinesi? Allora è vero che non è un mito...
No, anzi. Stamattina mi ha telefonato un ente omologatore. Mi ha detto che a Milano c'è una ditta di software che paga i cinesi proprio per scoprire i bachi. Non ne conosciamo il fine, non so se è spionaggio industriale o altro. Però ci preoccupa, perché i sistemi hanno sempre qualche "baco". L'importante è riuscire a porvi rimedio tempestivamente. (F.M.)


IL DOCUMENTO/ ECCO COME FUNZIONA IL SISTEMA. SCARICA IL PDF

Milano/ Altro che crisi. Gli italiani perdono la casa a causa delle slot-machine. L'inchiesta di Affari

Arrestato l'Arsenio Lupin del videopoker

Si è aperta alla presenza del Comandante Generale, Gen. C.A. Cosimo D’Arrigo, la tradizionale conferenza stampa di fine anno al Comando Generale della Guardia di Finanza, quest'anno ospitata presso il “Salone d’Onore” della “Caserma Sante Laria” di Piazza del Campidano n. 5 a Roma. La conferenza rappresenta l'occasione per presentare il consuntivo di un anno di attività della Guardia di Finanza e il Rapporto Annuale 2008. In particolare, di grande rilievo i risultati dell'attività di contrasto agli illeciti nel settore dei giochi, delle scommesse e delle lotterie, nel quale si è registrato un sensibile incremento nei sequestri delle strumentazioni informatiche utilizzate per le scommesse clandestine, pari al 44% in più rispetto al 2007, nonché dei tagliandi di manifestazioni a premio risultati falsi o illegali, oltre 3,2 milioni con un aumento del 166% rispetto ai sequestri della precedente annualità. (Agicos)

di Fabio Massa

Il virus, ormai, è ampiamente diffuso in tutta Italia. Il mercato delle slot machines, secondo una statistica diffusa dal Sapar (l'associazione di categoria dell'Automatico), varrà 22 miliardi di euro nel 2009, diventando così un'industria seconda solo a Eni e Fiat, in termini di fatturato prodotto. Le "macchinette", come le chiamano i profani, sono state prese d'assalto: il totale delle entrate è cresciuto di quasi 47 volte dal 2003. In confronto, il Lotto e le lotterie in genere, non sono nulla in termini di introiti. Quella delle slot machines non è però un'equazione "win-win", nella quale tutti sono felici e contenti. Anzi.

LEGALIZZAZIONE - Tante cose sono cambiate negli ultimi dieci anni. Le slot machines, alla fine degli anni '90, erano definite un "fenomeno sociale sommerso". Insomma, fuori dal controllo dello Stato. La facevano da padrone i videopoker, oggi vietati. E - soprattutto - non c'era nessun collegamento con istituzioni che potevano effettuare controlli sulle vincite. Ora invece, tutto è cambiato. Ogni apparecchiatura è collegata con una sim (simile concettualmente a quella di un cellulare) al Ministero delle Finanze. Da là si controlla che vengano pagate le vincite in una percentuale che non si può discostare dal 75 per cento delle giocate. Il restante 25 per cento viene diviso tra l'esercente del locale dove ha sede l'impianto, il gestore delle apparecchiature (in pratica, chi le monta e le manutenta), la concessionaria della rete e lo Stato, che si prende il 12 per cento delle giocate. Per il 2009 l'Erario pensa di arrivare a un gettito di 3 miliardi. Una piccola finanziaria.

MALATTIA E SICUREZZA - Affari, alcuni giorni fa, ha pubblicato un'intervista a Luca Zocchi, coordinatore della casa San Giuseppe, a Legnano che offre riparo temporaneo a uomini rimasti senza un’abitazione. Zocchi raccontava che la maggior parte degli "ospiti" erano persone, anche facoltose, che avevano perso tutto giocando con le slot machines. E prospettava l'emergere di quella che è una vera e propria malattia. Dopo quell'inchiesta, la redazione è stata contattata da un giocatore che ha raccontato - chiedendo l'anonimato - la realtà che si nasconde dietro "le macchinette". "Perché il punto fondamentale - spiega l'uomo, residente in Lombardia ed ex giocatore incallito - è che dopo la riforma del sistema si pensa che le slot machines siano 'sicure', oneste. Le percentuali sembrano garantire al giocatore un diritto alla vincita. Ma non è così".

  Anzi, il sistema delle slot machines è uno tra i più insicuri, tra i vari giochi d'azzardo. Soprattutto fuori dai casinò, che hanno invece un controllo diretto sulle apparecchiature. Ma in cosa consiste, questa "insicurezza"? Il nostro giocatore risponde sicuro: "Ci sono almeno tre modi per 'fregare' queste macchinette. Gli attori di quella che si configura come una vera e propria truffa, possono essere tre diversi. Senza che lo Stato si possa accorgere di nulla". Ecco, quindi, il metodo per alterare il sistema di



vincite. "Mettiamo che un gestore di un locale voglia alterare la percentuale del 75 per cento di vincite. In questo caso, il suo guadagno starebbe in quanto riesce a truffare. Lo Stato, infatti, continua a prendersi il suo 12 per cento. Il metodo è semplice - spiega la fonte - Ogni macchinetta ha infatti al suo interno una scheda che garantisce queste percentuali. Questa scheda ha una funzione di aggiornamento via Usb, che permette di piratare il software. Basta inserire un "aggiornamento" pirata e il 75 per cento viene 'abbassato' illegalmente". Ma non sono mica tutte controllate dal ministero? "No, di notte non lo sono. Quando il locale è chiuso, il gestore può modificarle".

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