Milano/ Ritardi per la realizzazione della metropolitana di Assago. E i Cabassi tremano... L'inchiesta di Affari
"Normali tensioni politiche", minimizzano fonti politiche ad Affari. Aggiungendo, senza grossi patemi d'animo "non sono affari nostri". In altri palazzi però, la situazione è vissuta con una certa apprensione. Quantomeno come una complicazione inattesa. Perché quanto sta avvenendo nel piccolo comune di Assago, borgo del sud Milano tra i più ricchi d'Italia, interessa anche la metropoli e - soprattutto - un bacino di centinaia di migliaia di persone. La cronaca delle ultimissime ore parla delle dimissioni del sindaco, Domenico Raimondo. Nella lettera, che Affari si è procurato, con la quale Raimondo lascia l'incarico, si spiega che l'esperienza della coalizione di centrosinistra al governo della città "è conclusa". A far "cadere" il sindaco è stato il Pgt, il piano di governo del territorio, che ha visto la fuoriuscita di un assessore. Dettagli politici, questi, che però rimettono in discussione una serie di progetti imponenti nel sud Milano. Progetti urbanistici da centinaia di milioni di euro. 
Il sindaco dimissionario, Domenico Raimondo
![]() |
I CABASSI - Sul territorio di Assago è in corso la costruzione di un complesso enorme. La relazione trimestrale della Brioschi, la società immobiliare dei Cabassi, parla di un'area di 360mila metri quadri "al confine sud di Milano, nel territorio del Comune di Assago, su cui è in fase di realizzazione – il progetto Milanofiori Nord - un complesso di 218.000 mq di superficie lorda di pavimento con destinazione terziaria, commerciale e residenziale. Sempre a sud di Milano, in zona Navigli, la società ha avviato un intervento di recupero del complesso storico di via Darwin (ex Istituto Sieroterapico Milanese), un insieme omogeneo di edifici che si estende su un’area di circa 35.000 mq". Poi, a completare un quadro già abbastanza ricco e complesso, ci sono i progetti su Rozzano, paese limitrofo ad Assago. Sempre la trimestrale spiega che "su un’area complessiva di circa 1.100.000 mq di proprietà della partecipata Infrafin, Brioschi Sviluppo Immobiliare prevede lo sviluppo del progetto Milanofiori Sud, un complesso polifunzionale prevalentemente destinato al terziario avanzato con nuclei dedicati alla residenza e ai servizi, per una superficie edificabile di oltre 300.000 mq".
![]() |
LE VARIABILI - La prima e più importante variabile è la metropolitana. Sono dieci anni che si discute dell'arrivo della metropolitana milanese ad Assago. Un prolungamento, quello della linea verde, fondamentale per molti motivi. Prima di tutto perché consente di alleviare la pressione su Famagosta e su piazza Abbiategrasso da parte dei pendolari. E in secondo luogo perché permetterebbe il raggiungimento rapido del Forum, che attira con i suoi eventi visitatori da tutta Europa. L'obiettivo pare essere a un passo dall'essere raggiunto con il sindaco Graziano Musella, predecessore di Raimondo, che però perde le elezioni proprio sulla questione della metropolitana. Il Comune, infatti, pur di avere la metrò, promette quasi il 40 per cento degli investimenti totali. Per avere quei soldi dà il via libera al piano immobiliare dei Cabassi, che garantiscono alle casse del Comune i fondi necessari. In più, parte anche il raddoppiamento del Carrefour, che diventa il supermercato più grande d'Europa. Il problema, però, è il nodo della viabilità (la seconda variabile), che presto diventa un incubo. Sia per i cittadini che per i Cabassi, che si trovano a costruire un quartiere collegato male con l'asse che porta a Milano. La nuova giunta Raimondo corre ai ripari, elaborando una serie di progetti. Intanto cominciano i lavori, e - allo stato attuale - le opere sono in stato avanzato di costruzione. Ma la viabilità, quella è ancora tutta da sistemare. Le dimissioni del sindaco di Assago fanno quindi prevedere altri mesi di ritardi. Con conseguente irritazione da parte della Brioschi.
Intanto, sul fronte metropolitana, rumors raccolti da Affari parlano di una situazione di ritardo evidente. La linea, che doveva già essere in funzione, è invece ancora un unico cantiere. I bene informati parlano di un ostacolo nuovo, tutto da risolvere: all'appello mancherebbero più di 10 milioni di euro. Chi li metterà? Assago, al carico del quale c'era circa il 40 per cento dell'opera, con l'instabilità politica attuale, non è in grado di garantire nulla. I Cabassi, dal canto loro, si trovano in una situazione di mercato immobiliare calante. L'unica è rivolgersi allo Stato, ancora una volta, che però già fatica a trovare i soldi dell'Expo. A questo punto, per i costruttori figli del "Sabbiunat" (come veniva chiamato il capostipite Giuseppe Cabassi) la vera corsa è contro il tempo. La metropolitana, inizialmente prevista per fine 2008, sarebbe dovuta arrivare alla fine del 2009. Ma è probabile un nuovo slittamento ai primi mesi del 2010. I Cabassi contano di ultimare il quartiere entro il 2010. I tempi, quindi, si fanno stretti. Ed è facile intuire che senza metropolitana il valore dell'opera non sarebbe lo stesso. In più, i fatti di Assago influenzano il ben più consistente progetto sito su Rozzano, che però deve fare i conti con gli stessi problemi viabilistici e con un'aggravante non da poco: lo sbocco della tangenziale a Rozzano non è ancora pronto, e si prevede - anche in questo caso - un'attesa di mesi. Insomma, i costruttori e i cittadini rischiano grosso. I primi di non poter vendere al meglio le loro opere. I secondi di rimanere imbottigliati per ore nel traffico. 
I lavori in corso



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.



















