Milano/ Expo, in esclusiva per Affari la lettera di Dario Fruscio. L'atto di accusa a Diana Bracco. L'ordine del giorno della riunione di domani

Martedì, 27 gennaio 2009 - 21:00:00

LE MISSION DI DIANA BRACCO

Di Diana Bracco dicono che è grintosa e determinata anche quando dorme. Eppure la sua determinazione e la sua grinta sono messi a dura prova dalla presidenza di Expo Spa, la società che gestirà l'Esposizione Universale. Quindi, messo da parte il piglio decisionista, il presidente di Assolombarda ha iniziato una vera e propria opera di mediazione che ben presto ha rotto i fronti che sembravano essersi formati: da una parte Moratti, Bracco, Glisenti, dall'altra il Tesoro, la Provincia e la Regione. Secondo quanto ha appreso Affari, infatti, la Bracco ha in mente una strategia con uno scopo ben chiaro: stanare chi non vuole l'Expo da una parte, ed evitare a tutti i costi guai giudiziari dall'altra.

MISSION 1: STANARE IL NEMICO - Che la politica si stia ingerendo in maniera pesantissima in quella che doveva essere un'impresa più economica che altro, è evidente. La Lega Nord, con l'ex senatore Dario Fruscio, si è messa di traverso. Formigoni ha voluto far pagare a Roma il suo esilio lombardo. Insomma, ognuno è affaccendato nei propri interessi. Tanto che l'Expo è diventata una variabile per giochi politici molto più ampi e bizantini. "Li farò venire allo scoperto": questa sarebbe stata la frase di Diana Bracco di fronte a un intreccio gordiano. Ben sapendo che nessuno si può permettere di sabotare pubblicamente l'unico vero progetto esistente in Italia. Un progetto che porterà 70mila posti di lavoro.

MISSION 2: EVITARE GUAI - Se da una parte, dunque, Diana Bracco accelera per superare l'empasse politico, dall'altra deve invece frenare la Moratti e Glisenti. Entrambi hanno molta fretta. Il sindaco perché non vuole dilapidare la dote di consenso portata dalla conquista delle Esposizioni. Paolo Glisenti invece ha fretta di diventare ad. Questo risultato sarà conseguito già dalla prossima settimana, probabilmente. Per lo stipendio, invece, proprio Glisenti ha indicato il termine del 31 marzo come l'ultima data entro la quale non ne percepirà alcuno. Non è un caso: è infatti il tempo tecnico per avere una risposta dalla Corte dei Conti sugli emolumenti agli amministratori. Il ricorso alla Corte è stato esplicitamente voluto proprio da Diana Bracco: Paolo Glisenti non l'ha affatto presa bene, raccontano i bene informati. Tanto che tra la ferrea Diana e il braccio destro del Sindaco, i toni sono stati accesi. "Io per colpa tua guai in Procura o ricorsi al Tar non ne voglio", sarebbe stata la risposta, a grandi linee, di Diana Bracco. Che continua, in tutte le riunioni, a predicare la calma più assoluta: meglio evitare guai giudiziari futuri. Anche perché la presidenza della Bracco sarebbe - secondo i più - solo l'ultimo trampolino di lancio verso ruoli manageriali al massimo livello in ottica nazionale.

di Fabio Massa

Una questione di soldi, tanto per cambiare. La lettera che Dario Fruscio, il "duro" della Lega Nord nel collegio dei sindaci, ha inviato a Diana Bracco, apre uno squarcio su un nodo che sarà il cuore della discussione domani a Roma, nel Consiglio direttivo del comitato di pianificazione di Expo 2015.

"CARA PRESIDENTE" - La lettera di Fruscio è indirizzata a Diana Bracco, in copia ai membri del Cda, per presa conoscenza a Sindaco, Camera di Commercio, Ministro dell'Economia, Regione Lombardia. Da notare l'assenza della Provincia di Milano. Affari può riassumere nel dettaglio il contenuto della lettera. Nella quale Fruscio prende atto che "la Camera di Commercio ha condiviso le osservazioni del Collegio sindacale", e che quindi ha preso l'impegno di reintegrare il capitale sociale. Secondo Fruscio, quindi, "la manifestazione della volontà della Camera di Commercio non è idonea sotto un duplice profilo". Il primo è quello prettamente legislativo: non rispetterebbe il Codice Civile. Il secondo, invece, è il fatto che "snaturerebbe la composizione sociale". Infatti, la deliberazione del Cda deve essere obbligatoriamente preceduta dalla convocazione dell'assemblea dei soci.

In pratica, tradotto dal burocratese, Fruscio scrive nero su bianco che per deliberare un aumento di capitale devono essere convocati i soci, che devono decidere come e in che misura ricapitalizzare. E che quindi il mezzo milione di euro stanziato dalla Camera di Commercio non è altro che una fuga in avanti. La chiusa della lettera è al vetriolo: "Per questa serie di motivi giustifico la mia assenza al Consiglio. Faccio riserva di ogni altra mia determinazione quando con la dovuta sollecitudine lei provvederà ad inviarmi copia della deliberazione consiliare odierna".

L'ORDINE DEL GIORNO - Risulta chiaro, dunque, che il nodo sono i soldi. La Camera di Commercio avrebbe cercato di forzare l'empasse stanziando subito mezzo milione di euro. Il problema è che la Camera di Commercio ha il 10 per cento. E che - quindi - seguendo un criterio quantitativo, lo Stato dovrebbe stanziare due milioni (40%), il Comune un milione (20%), la Provincia mezzo milione (10%), la Regione un milione (20%). Ma - secondo rumors di Affari - non sarebbero queste le quote chieste agli enti. Enti che - come la Provincia - hanno assicurato di essere disponibili a versare quanto occorre per far decollare Expo, purché gli accordi siano chiari nell'assemblea degli azionisti e purché si rispetti alla lettera la legge.

LE INTERVISTE AI PROTAGONISTI

Expo/ Paolo Glisenti ad Affaritaliani.it: "Non mi dimetto. Il piano di organizzazione? Non è stato bocciato nulla..."

 

Expo/ Filippo Penati ad Affaritaliani.it: “Glisenti fa il furbo. Vuole solo più soldi”

 

Milano/ Dario Fruscio ad Affaritaliani.it: "Io lo scoglio da superare per gli stipendi del Cda Expo? Accuse che non mi toccano, sono tranquillo"

 

Al via "Speciale Expo 2015", la pagina di Affari dedicata all'Esposizione. Con interviste esclusive, approfondimenti, dossier, analisi, notizie sarà il luogo privilegiato per essere sempre informati sul grande evento economico e mediatico. Sarà possibile accedervi cliccando sul pulsante posto nella colonna centrale della sezione MilanoItalia. LEGGILA

Sicuramente dell'argomento si discuterà domani a Roma. Alle 16 si riunisce infatti il Consiglio direttivo del comitato di pianificazione di Expo 2015. Secondo quanto può anticipare Affari, sono 10 i punti all'ordine del giorno. Punti che potrebbero esporre i consiglieri anche a imbarazzanti silenzi. Si partirà infatti subito con la "relazione dell'attività svolta dal comitato di pianificazione". Più interessante il secondo punto, la "Determinazione dell'attività e della continuità del comitato". Decisamente meno interessanti i punti successivi: "Comunicazione degli enti locali; Comunicazione del commissario straordinario sulle attività internazionali; Comunicazione del commissario straordinario sugli accordi con le città". Decisivo, invece il punto sui lavori, le "informazioni sulle delibere del Cipe". Si prevede silenzio per "l'informativa sullo stato di avanzamento di Expo Spa" e per le "attività ed iniziative da assumere fino al 30 giugno".

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