Milano, il palazzo d'amianto che uccide di tumore i ragazzi. La Prestigiacomo promise in tv: "Faccio un sopralluogo", ma nessuno l'ha mai vista. L'inchiesta di Affari
di Fabio Massa
| Cara Prestigiacomo, mantieni le promesse. Di Giuseppe Morello GUARDA IL VIDEO CON LA PRESTIGIACOMO CANTO DISPERATO Oscar è un rapper. "Ho cercato di sensibilizzare l'opinione pubblica proprio con un singolo sul mio palazzo. E ho preso 'White' come nome d'arte". A marzo esce il suo primo album, chiamato "24 tocchi", autoprodotto. Il singolo invece è tutto sulla sua zona. |
C'è un posto a Milano dove i bambini respirano amianto fin dalla nascita. C'è un posto dove i ragazzi si ammalano di tumore e cadono come mosche, dopo aver sofferto i dolori della chemio. Un posto dove la parola che affiora più spesso - rabbia sgorgata dall'animo depresso represso soppresso - è "vaffanculo". E poi c'è un altro posto, a poche decine di metri, che scintilla di nuovo, che già dal nome sembra benedetto da Dio (e dai soldi/debiti di Zunino): Santa Giulia. Inferno e paradiso vicini. Per l'inferno si può citofonare in via Feltrinelli, civico 16. Centocinquantuno famiglie, ottocento persone. Copertura totale di amianto che sgretolandosi uccide giovani e vecchi. E' da qui che arriva un urlo tanto forte da spaventare i politici (ma non tutti) per la ferocia che racchiude. E' l'urlo di Oscar, il ragazzo che andò ad Annozero, da Santoro, per raccontare la storia di una città ai margini della città, dove si muore perché la Casta "non fa un cazzo di niente". E che espresse a Stefania Prestigiacomo tutto il suo disprezzo. Non risparmiò neppure Furio Colombo e Dario Franceschini. Ottenne una promessa, davanti alle telecamere, dalla bionda siciliana: "Chiamerò il sindaco Moratti". Vedremo, faremo, risolveremo.
| 20 ANNI DI PROMESSE |
Raggiunto telefonicamente da Affari Oscar risponde deciso, usando monosillabi che pesano come pietre. L'avete mai vista la Prestigiacomo dalle vostre parti? "No, non si è mai vista".
E la Moratti, l'avete mai sentita? "No". E Franceschini? "No, ma quantomeno sono venuti i partiti politici". E cosa hanno fatto? "Qualcosa". I più attivi, quelli che si sono presi a cuore le sorti di un palazzo soprannominato "White", sono i politici dei Comunisti Italiani. In primis il segretario della Federazione di Milano Francesco Francescaglia. Che - mentre continua a morire la gente - si è dato da fare recuperando tutto il carteggio tra inquilini e pubblica amministrazione. E che ha scoperto un meccanismo perverso per il quale l'amianto resta là anche se i soldi per rimuoverlo ci sono."Continuiamo a scoprire nefandezze - spiega Francescaglia - Il sistema funziona così: il Comune di Milano stanzia, nel programma triennale opere pubbliche, i fondi per bonificare dall'amianto i caseggiati di edilizia residenziale pubblica presenti in via Feltrinelli. I lavori non partono e l'anno successivo il nuovo triennale opere pubbliche stanzia la stessa cifra dell'anno precedente, ma i lavori continuano a non iniziare. Tutto ciò succede almeno dal 2002. Oltre 15 milioni e mezzo che ogni anno vengono pari pari rimessi a bilancio e non utilizzati".
L'intero edificio è ricoperto di amianto. Si sa della sua pericolosità da metà degli anni '70. Ma in via Feltrinelli viene utilizzato lo stesso anche se lo stabile è del 1984. Il carteggio tra inquilini e Comune, che Affari si è procurato, è interessante. La prima lettera è dattiloscritta e porta la data dell'11 ottobre 1988. E' firmata dall'assessore del settore Igiene e Sanità dell'epoca, Pier Vito Antoniazzi. "Cari amici di Rogoredo, ho il piacere di segnalarvi che la Giunta oggi stesso ha approvato la delibera n.146". Che dovrebbe mettere fine al problema. Ma non è così, visto che dieci anni dopo il sindaco Gabriele Albertini prende carta e penna e scrive all'Assessore Demanio e Patrimonio Antonio Verro sollecitandolo "a intervenire nella questione sollevata che appare di notevole gravità". Intervento risolutivo? Macchè. I soldi vengono stanziati. I lavori non vengono eseguiti. E si arriva al 2002, quando il vicesindaco Riccardo De Corato risponde all'ennesima lettera degli inquilini: "Si rende noto che nel Bilancio Triennale 2002-2004 è stato inserito l'intervento di manutenzione straordinaria per lo stabile di Vostra residenza". Da allora tutto tace, e l'amianto resta là. Ma la gente continua ad ammalarsi e morire in un edificio marcio fino alle fondamenta, dove le tubature sono vecchie e il gas rischia di trasformare il palazzo in una torcia letale.
"Ho un amico di 24 anni. E' un ragazzo normale - racconta Oscar, che alle White ci vive da sempre - lavorava in un bar qui in zona. Ieri era uscito dall'ospedale, oggi si è risentito male ancora ed è dovuto rientrare. Sta facendo la chemioterapia perché ha tre tumori: uno alla testa, uno al polmone e l'altro gliel'hanno asportato tirandogli via un testicolo". Parole crude, quelle di Oscar, che si affaccia alla finestra e vede venir su Santa Giulia. Cosa prova? "Mi sento preso per il culo. Qui abbiamo le cartelle cliniche che certificano la morte per cause d'amianto di dieci persone. Qui ci sono otto ragazzi ammalati di cancro. Qui ci sono 150 bambini che come noi respirano amianto tutto il giorno. E là, a pochi metri, fanno un quartiere modello. Anzi, peggio. Hanno pure tirato su una montagna dietro il White, così l'aria non gira più e noi possiamo morire in questo bunker". I Comunisti Italiani hanno elaborato una interrogazione in consiglio regionale firmata dal consigliere Bebo Storti. Qui, intanto, la parola che affiora più spesso è sempre quella. Vaffanculo.



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