Milano/ Lo staff di Letizia Moratti? In crisi. Musumeci se ne va. I forzisti contro Catania (Atm). La supermultiutility? Zuccoli (A2A) non la vuole

Lunedì, 10 novembre 2008 - 17:06:00

Chi le sta vicino conferma l'impressione che si percepisce nelle sue uscite pubbliche. Letizia Moratti è nervosa. Il viso, sorridente e "patinato", che i milanesi ricordano sui cartelloni elettorali, è ora più tirato. Anche le sue parole sono sempre più taglienti. E' preoccupato, il primo cittadino di Milano. Intorno a lei, e dentro la sua stessa maggioranza, infuria la bufera. Non è una semplice fase di transizione politica. E' qualcosa di più profondo, che tocca gli interessi economici della città, i potentati, le lobby. E' una bufera che potenzialmente può travolgere il sindaco vincitore dell'Expo.

LO STAFF - Prosperini, in un'intervista ad Affari, l'aveva detto chiaramente. "Il problema di Letizia Moratti? E' che si innamora..." Insomma, il sindaco si "invaghisce" di personalità (ovviamente da un punto di vista prettamente amministrativo/politico) al di là del loro valore effettivo. E' stato il caso di Riccardo Albertini, responsabile del settore Lavoro. Candidato nella lista del sindaco e non eletto, si portava a casa, senza laurea, un incarico da massimo dirigente, nel settore Lavoro, con relativo compenso da oltre 200 mila euro lordi all'anno.


Alessandro Musumeci
L'ultimo ad andarsene è stato Alessandro Musumeci. Superesperto di informatica, già al servizio di Letizia Moratti quando era ministro dell'Istruzione, ha mollato tutto e se ne è tornato a Roma, da dove proveniva. E' tornato alle Ferrovie dello Stato. E' stato un licenziamento? No, ha scelto di propria iniziativa. Ma hanno contribuito, nella sua scelta di andarsene da Milano, le fortissime frizioni con i consiglieri di maggioranza. Tanto che alla fine Letizia Moratti ha accettato la sua richiesta di lasciare. A Musumeci i consiglieri imputavano una gestione pessima del sito internet, i flop sull'Ecopass (la cui responsabilità principale è però dell'assessore Croci). E - soprattutto - i forzisti non gli avevano mai perdonato quel viaggio in Brasile proprio mentre entravano in funzione le telecamere. Con relativi crash di sistema e arrabbiature a raffica dei cittadini.


Elio Catania
Dopo Musumeci la maggioranza ha già un altro obiettivo. Molti azzurri infatti sono poco convinti dell'operato di Elio Catania, manager di Atm. I tram che si scontrano e gli incidenti spettacolari che finiscono dritti sul web, preoccupano i forzisti, che vedrebbero volentieri un avvicendamento nell'azienda dei trasporti.

Un altro innamoramento è stato quello che ha portato Massimiliano Finazzer Flory alla delega alla Cultura. Pare che Letizia sia sbiancata, quando le hanno portato un ritaglio della cronaca di Monfalcone del "Piccolo" di Trieste, città natale dell'intellettuale. Perché, stando a quell'articolo, MFF di intellettuale ha ben poco (così come delineato poi in un ritratto al vetriolo di Alberto Statera sull'inserto odierno di Repubblica, Affari&Finanza). "Culturista dal fisico scolpito, con buoni piazzamenti in competizioni a livello regionale - ha scritto Il Piccolo - Ha gestito la palestra Principe


Finazzer Flory
in via Stant'Ambrogio". E ancora, gli studi. "Interrotti al Liceo scientifico e ripresi al Liceo turistico, poi l'UIniversità, facoltà di scienze politiche, laurea mai conseguita". E ancora, implacabile, la pubblicazione di un suo articolo per il "Corriere del Veneto", abbastanza incomprensibile: "Gli atteggiamenti sociali sono l'inevitabile corollario di una teoria dell'urbanità all'interno della quale vi è una pratica della convivenza che fornisce - o meglio fornirebbe - un'etica della convergenza di enorme utilità se estesa, con uno sguardo più ampio, alla nostra società multi-culturale e soprattutto multi-dimensionale".

Ora, l'ultimo innamoramento della Moratti riguarda Bifulco. Personalità d'eccezione, già ad di Lottomatica, è veramente un esperto di prima categoria. Il primo cittadino si è innamorato subito. "Vieni a fare il direttore generale al posto di Borghini", gli avrebbe detto. "Ok, avrebbe risposto lui, ma il mio stipendio deve essere paragonabile a quello che percepirei nel settore privato". Quindi, nulla di fatto. Il Comune non si può permettere parcelle da milioni di euro all'anno. La Moratti - a quanto riferiscono ad Affari i bene informati - non demorde. Il posto di direttore generale è chiave, nell'ambito dell'amministrazione pubblica. E la Moratti capisce che se non verrà ricoperto quanto prima si rischia il collasso. Anche perché di problemi, il Comune, ne ha a iosa. Principalmente economici.

QUESTIONE DI SOLDI - Nel 2009 il Comune di Milano dovrà restituire il prestito obbligazionario di Aem. Si parla di 300 milioni di euro. I derivati continuano a turbare i sonni del primo cittadino. Che - però - è a caccia di soldi pressoché dappertutto. Tanto che l'odierna dichiarazione di Castelli sui 3 miliardi mancanti per l'Expo ("Pensare che tutti questi fondi vengano stanziati in finanziaria e' irrealistico. In Italia abbiamo ereditato il più grande debito pubblico del mondo pro capite. Questa e' una palla al piede che ci portiamo dietro"), non fa che gettare benzina su un fuoco già abbondantemente acceso. Secondo i più pessimisti, sarà proprio l'Expo a condurre Letizia su un terreno sempre più minato, fino addirittura a possibili dimissioni.


Zunino
Quello che invece è chiaro a chi frequenta il centro di potere meneghino, è che la Moratti ha un problema ben più contingente dell'Expo: il bilancio del 2009. Le previsioni sono pessime. Gli immobiliaristi, dai quali ci si aspettava un contributo decisivo alla città, dopo le enormi aree messe a disposizione, sono con l'acqua alla gola. L'ultimo “term-sheet” preliminare per una linea di credito di 75 milioni di euro a favore di Zunino e della sua Risanamento (che sta costruendo l'area di Santa Giulia), non ha fatto altro che rimandare l'incubo di un fallimento disastroso per Milano. Pensare a Santa Giulia come un'opera incompiuta preoccupa Letizia Moratti, che voleva riqualificare Rogoredo e che invece rischia un ulteriore degrado.

Il problema della bolla del mercato immobiliare, che su Milano è particolarmente cruenta perché enormi sono i progetti urbanistici, ha anche un impatto sul Comune. Se le abitazioni non vengono realizzate, il Comune perde gli introiti legati a un aumento della popolazione. La cifra non è quantificabile, ma non è cosa da poco. Per questo la Moratti sostiene che Milano deve arrivare a due milioni di abitanti.

IL RIMEDIO - Letizia non è però donna da perdersi d'animo. E infatti ha iniziato a far lavorare Bifulco su una supermultiutility. "E' come il sesso, tutti ne parlano, pochi lo fanno", ride un consigliere. Segno che, a Palazzo Marino, se ne sa ancora poco. E, soprattutto, si prende ancora poco sul serio un progetto che invece al sindaco sta molto a cuore. Non a caso. Con una supermultiutility che ha "in pancia" A2A, Atm, e le altre aziende comunali, si potrebbero emettere obbligazioni e spalmare debiti. Il problema è proprio A2A: Zuccoli non fa salti di gioia all'idea di una struttura che inglobi la "sua" A2A. E pare l'abbia detto chiaro alla Moratti: la supermultiutility è l'ultima delle priorità.

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