Wired Italia arriva in edicola, gli amanti dell'hitech scalpitano. Ma...

Giovedì, 19 febbraio 2009 - 14:13:00

Editoria in crisi/ Condè Nast lancia Wired in Italia, ma in Germania chiude Vanity Fair

Editoria/ Debutta Wired Italia. Il direttore Luna ad Affaritaliani: "C'è crisi? E' il momento giusto"

Liberazione/ Bocciati dalla redazione il nuovo direttore Dino Greco e il suo piano editoriale

Wired sbarca in Italia. In controtendenza con i tagli e i ridimensionamenti che caratterizzano il mondo dell'editoria, la rivista cult di innovazione e nuove tecnologie, che negli Usa è considerata da 16 anni la "bibbia" della rivoluzione digitale, inaugura nel nostro Paese la sua prima edizione internazionale, che sarà seguita a breve da quella britannica.

Per il primo numero, in edicola dal 19 febbraio a 4 euro, Condè Nast ha realizzato una tiratura speciale di 250mila copie e una foliazione si 244 pagine. Il lancio sarà supportato da una importante campagna a 360 gradi affidata a Ogilvy Italia e declinata su tutti i media tradizionali e digitali. Previste anche attività di pubbliche relazioni, digital marketing ed eventi sul territorio che accompagneranno la testata anche dopo la prima fase, oltre a campagne abbonamenti on e off line (Condè Nast dichiara già 30mila abbonati prima ancora della diffusione del primo numero, grazie a una campagna a prezzi promozionali condotta nei mesi scorsi) e a materiali di comunicazione per dare la massima visibilità in edicola a Wired.


La copertina del primo numero di Wired
E il mercato pubblicitario, a detta dell'editore, sembra avere già risposto positivamente al lancio del magazine: "Il primo numero - dice Alexandra Paolini, Group Publisher di Wired e Gq - avrà oltre 80 pagine di pubblicità con la presenza dei settori più affini alla testata come informatica, telecomunicazioni, fotografia e auto". Previsto comunque un tetto del 38% all'affollamento pubblicitario su ogni singolo numero.

I contenuti di Wired Italia, diretto da Riccardo Luna (ex direttore de Il Romanista), ricalcano l'impostazione di quelli della testata madre americana, adattati comunque alla realtà italiana con l'obiettivo di fornire chiavi di lettura nel mondo dell'innovazione. Certo, sembra stridere con questi propositi la scelta di dedicare la foto di copertina del primo numero a Rita Levi Montalcini: non che si possa contestare l'intelligenza superiore della grande scienziata e il grande contributo dato per decenni alla conoscenza umana, ma forse l'immagine di una giovane eccellenza avrebbe rappresentato la mission del nuovo mensile meglio della centenaria Montalcini...

Come Wired Usa, anche l'edizione italiana prevede una forte presenza sul web, anche se Wired.it, lanciato in contemporanea con la rivista cartacea, sarà realizzato da CondèNet International a Londra da una redazione multilingue diretta da Michael Parsons, che si occuperà anche del sito internet dell'edizione inglese.

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