Web e pubblicità/ Viral e banner la fanno da padroni

Mercoledì, 3 novembre 2010 - 17:08:00
Il mercato pubblicitario italiano crescerà quest'anno del 3,2%, ma il web vedrà un incremento cinque volte superiore, fino al 15%, superando per la prima volta la soglia del miliardo di euro. Lo ha detto Roberto Binaghi, presidente di Iab Italia, in apertura dello Iab Forum 2010 a Milano.


Il direttore di Wired, Chris Anderson
IL "BLACKPERRI REPORTAGE": LE IMMAGINI DALLO IAB FORUM

 

"A livello generale - ha detto Binaghi - sul mercato pubblicitario le previsioni di chiusura del 2010 si attestano su un giro d'affari complessivo di 8,9 milioni di euro, in crescita del 3,2% rispetto a un 2009 che aveva fatto registrare un calo di oltre il 6% rispetto a un 2008 decisamente fortunato. In questo scenario i segnali positivi arrivano proprio dalla pubblicità online, che segna un incremento del 15% laddove i quotidiani e soprattutto i periodici mostrano tendenze negative. La pubblicità su internet oggi vale l'11% dell'intero comparto. Questo vuol dire parlare di mille milioni di euro di investimenti. Per quanto riguarda i prossimi tre anni poi, si prevede una crescita media del 15% all'anno, che nel 2013 dovrebbe dunque portare il mercato italiano della pubblicità online a una crescita del 50% rispetto ai mille milioni attuali, con una share sul mercato pubblicitario nel suo complesso nell'ordine del 15%. Quando però in Italia raggiungeremeo finalmente questo traguardo, la pubblicità online negli Stati Uniti avrà tranquillamente superato il 22% di share. Questo vuol dire che soprattutto per noi la strada è ancora lunghissima. Siamo infatti in presenza di un mercato ancora molto concentrato, nel quale gli investitori si muovono con poca continuità e costanza. Un comparto nel quale solo il 15,8 per cento degli investitori pianifica internet. E in questo 15,8 per cento, l'8% degli spender fa l'80% della raccolta".


VIDEO/ Roberto Binaghi, presidente di Iab Italia: "Pubblicità, nel 2010 il mercato italiano cresce del 3%, internet +15%"

Molto atteso, nella sala del Mic (Milano Convention Center) di Fieramilanocity, era anche Chris Anderson, direttore di Wired Usa, il quale ha precisato che quando ha scritto che "il web è morto" intendeva dire che, nell’era cloud, "il web si sposterà sempre più verso le apps, i social network, il gaming, l’interatitività, il cinema on demand".

"Il web è un’idea, un protocollo, ma non è internet", ha detto; "Internet è nato negli anni Sessanta, e vivrà per sempre. Il web è nato venti anni fa e il protocollo open col quale era stato inizialmente pensato è andato in soffitta, a favore delle applicazioni".

Anderson vede l'evoluzione di internet nell'iPad, sintetizzato nelle parole "semplicità, bellezza e contenuti", e nei device che ne seguiranno le orme, indicando nel modello introdotto dai tablet ciò che potrà consentire agli editori di traghettare il giornalismo dalla carta al digitale: "Si parte da una base di contenuti gratuiti di primo livello per passare successivamente a contenuti più profondi che non sono gratis ma a pagamento". E questi ultimi saranno nelle application: "Spendiamo più tempo in applicazioni chiuse e meno tempo sul web aperto. E dove c’è più tempo, lo segue il denaro", ha detto Anderson.

"Un device porta verso la nuvola, la nuvola di applicazioni, riposte nei server delle grandi società, compone le feature che desideriamo dentro il device. Noi non vediamo più ciò che lo permette, ma godiamo il prodotto finale di questo assemblamento", ha spiegato ancora Anderson. In questo senso il web è morto: "I device rendono invisibile ciò che Google rende visibile. Facebook ha bisogno di un’iscrizione, frammenta le nostre conoscenze, alza anche lui barriere. Il risultato è che comincio a chiedermi a cosa serva Google, se può farti vedere tutto tranne quello che succede dentro Facebook".

Allo Iab Forum Enter, presente in fiera nella duplice veste di socio dello Iab Forum e di Aiip (associazione italiana Internet provider), rilancia poi la discussione a favore della liberalizzazione del wi-fi, chiedendo l’abolizione del decreto Pisanu, che impone la registrazione dei dati di chi accede a una rete wireless e contro il quale è stato depositato da qualche giorno in parlamento un disegno di legge. A questo scopo, l'Innovation Solution Provider milanese fornisce la connettività wi-fi gratuita a tutti i visitatori della fiera e lancia la campagna "Libera il Wi-Fi in Italia", cui è possibile aderire via Facebook o Twitter.


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