Voglio scrivere per Vanity Fair/ Impazzano sul web le avventure di Emma Travet, giornalista precaria. L'autrice Erica Vagliengo: "Internet è un'opportunità per emergere, ma..."

Lunedì, 18 gennaio 2010 - 16:45:00

di Nicole Cavazzuti

cover
La copertina del libro
Che il web sia uno strumento utile per far conoscere il proprio talento e ottenere, nei migliori dei casi, l’agognato contratto con la casa discografica, l’editore o il produttore, ormai è una certezza.
E lo dimostra anche la storia di Erica Vagliengo, giornalista freelance classe 1977 di Pinerolo (To), caporedattrice del mensile free press Lookout magazine e autrice del romanzo "Voglio scrivere per Vanity Fair", che ha firmato con lo pseudonimo di Emma Travet. “Per promuovere il libro ho creato a giugno del 2007 uno spazio su Myspace e successivamente ne ho aperto uno anche su Facebook, dove ho pubblicato i primi due capitoli, ho organizzato la vendita dei gadget legati al libro, ovvero spille, specchietti da borsetta, burrocacao, portachiavi griffati e ho pubblicato le foto degli adesivi di Emma Travet immortalati dai suoi fan in scatti realizzati nei luoghi più impensati del pianeta. Non solo: due anni fa ho aperto pure il blog sul sito Style.it. È stato utile: ho ricevuto molte mail di incoraggiamento grazie ai social media”, racconta la Vagliengo ad Affari. Risultato? Alla fine è arrivato “l’editore illuminato” (come lo chiamo Erica), Massimo Ghinolfi, che ha deciso di pubblicare il libro per la sua Memori, senza chiederle un euro. E adesso il suo sogno di scrivere per Vanity Fair potrebbe trasformarsi anche in realtà.

È stato difficile trovare chi ti pubblicasse il libro?
“Abbastanza. Mentre facevo vivere il mondo di Emma su internet, ho seguito anche la strada classica, inviando il manoscritto a trentatré case editrici e ad alcuni agenti letterari. In generale ho ricevuto dei buoni feedback, qualche proposta da case editrici piccole, ma anche molte lettere in cui mi si diceva che la casa era oberata di lavoro fino al 2011 e che non avrebbe potuto prendere in considerazione il mio testo. In Italia da quanto ho capito funziona così: le case editrici preferiscono pubblicare nomi americani o inglesi, già noti nei panorama della chick lit  mondiale piuttosto che investire su sconosciute autrici nostrane”.

Emma T. Erica Vagliengo
"Emma T." Erica Vagliengo
Perché proprio Vanity Fair?
“La ragione emotiva è che sono abbonata dal 2003 ed è una rivista che non mi ha mai delusa. Quella pratica è che ho fatto un po’ di prove, visto sapevo che il titolo sarebbe stato 'Voglio scrivere per'. Ho abbinato un po’ di giornali e il connubio migliore mi è parso quello con Vanity, che essendo una testata internazionale potrebbe essere di maggiore appeal in caso il libro venisse tradotto all’estero. Per fortuna alla fine ho ricevuto una lettera dal mio editore illuminato, Massimo Ghinolfi”.

Voglio scrivere per Vanity Fair/ Emma T., giornalista precaria ma con stile: consigli per sopravvivere nel mondo del giornalismo
Anche tu, come Emma Travet, hai sempre sognato di scrivere per Vanity Fair?
“Sì, ho sempre accarezzato l’idea di vedere il mio nome su Vanity Fair ed è un obiettivo a cui mi sto avvicinando. Ho avuto un paio di incontri con il direttore Luca Dini, non so cosa accadrà, ma sarei davvero soddisfatta se nel 2010 riuscissi a firmare almeno un pezzo per questa rivista”.

Di cosa vorresti scrivere per Vanity Fair?
“Mi piacerebbe scrivere un’intervista, ma la vedo molto improbabile come ipotesi. Non sarebbero male nemmeno 20 righe sulle tendenze di Torino”.

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Gli sticker realizzati per promuovere il libro
Sono otto anni che lavori come giornalista precaria. Quali sono le maggiori difficoltà?
“Premessa: non vivo solo di giornalismo, altrimenti farei la fame. Tengo un corso di marketing e seguo alcuni clienti come ufficio stampa. Detto questo, anche quando facevo la gavetta non sono mai scesa al compromesso di lavorare gratis e sono stata fortunata perché sono sempre stata pagata. Adesso continuo a essere pagata, ma nonostante abbia più esperienza sono in tanti a propormi di scrivere gratis in cambio della pubblicità al mio blog e al libro. Ovviamente non accetto mai”.

Qual è il segreto per avere successo nel mondo dei giornalisti precari?
“Non limitarsi a scrivere solo sui giornali cartacei: bisogna puntare sul web ed essere trasversali”.

Il web sarà quindi un’opportunità per i giornalisti?
“Sì, già oggi il web offre molte opportunità. E la mia storia ne è la riprova. In futuro bisognerà  mettere delle regole, però, perché ora è davvero una giungla”.

Prossime presentazioni:
Roma  22 gennaio
Ore 19 alla libreria Altroquando via del Governo Vecchio-80-83 (oltre all'autrice, interverranno
Cinzia Leone e Giovanna Nuvoletti, con l’introduzione di Isabella Borghese)
Milano: fine febbraio.
Per maggori info: Il suo blog: emmatvanity.style.it
www. myspace.com/emmat_vanity
Facebook emma travet

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