Visto da New York/ Capire le notizie affidandosi a osservatori piú indipendenti che affidabili
di Dom Serafini
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In Inghilterra, con le rivelazioni del “New York Times” e del “Guardian” sullo stretto controllo che Rupert Murdoch ha sul governo britannico e del timore che i parlamentari vulnerabili hanno di Murdoch.
In Spagna, sul passato della borgese Letizia Ortiz, diventata moglie dell'erede al trono spagnolo, Felipe de Borbon, accusata di aver fatto parte dell'estrema sinistra, di aver odiato la monarchia spagnola, di aver abortito e di essere stata arrestata per possesso di droga.
Negli Usa, i 3.000 miliardi di dollari spesi per la guerra in Iraq e la moschea a “ground zero”.
In Italia, a proposito degli 80 parlamentari inquisiti, imputati o prescritti, e di 20 fra deputati e senatori che sono indicati come pregiudicati, cioé condannati con sentenze definitive. E se ció non bastasse, fra le donne parlamentari sono ora apparse anche le prostitute.
Le controversie, peró, non sono un problema, anzi rappresentano una necessaria valvola di sicurezza sociale ed una leva per soluzioni politiche. Il problema per noi “civili” é capire (in modo onesto e senza dogmi), cosa ci sia di vero nelle controversie.
Il modo migliore di capirle sarebbe quello di seguire i mezzi di comunicazione che si contrastano a vicenda. Ma pochi possono o hanno il tempo di farlo. Quindi, se il cittadino seguisse solo un tipo di informazione, l'immagine che ne ricavarebbe sarebbe sicuramente distorta, non tanto per l'inacuratezza delle notizie riportate, ma spesso per l'omissione di alcuni fatti cruciali, o la selezione delle notizie stesse. Una soluzione a questo problema sarebbe per i lettori, la scelta di un osservatore che nel tempo si sia dimostrato equidistante ed equilibrato nel fornire un quadro chiaro, veritiero e che faccia capire il suo punto di vista.
Un'altra considerazione da fare é quella di valutare bene i media che si hanno a disposizione. A me, ad esempio, non da fastidio il Tg1 di Augusto Minzolini, perché mi aiuta a capire il pensiero del governo Berlusconi.
Sappiamo inoltre che tutte le controversie vengono strumentalizzate, pertanto é importante non cadere nel tranello di chi le strumentalizza.
Ad esempio, con l'espulsione dei Roma che commettono crimini, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha rispettato sia le leggi francesi che le normative europee. Una volta che i fautori dell'illegalitá si sono trovati indifesi a livello legale e morale, sono stati costretti ad appigliarsi ai 30 amanti avuti nel passato dalla moglie del presidente, Carla.
Tanto scalpore ha anche fatto la notizia che la Guerra di Bush in Iraq sia costata ai contribuenti americani ben 3.000 miliardi (metá della somma per l'impatto sull'economia, come l'aumentato costo del petrolio). Nessuno, peró, si é posto la domanda: dove sono andati a finire tutti quei soldi?
Senza dubbio molti dei miliardi sono stati bruciati per via della corruzione in Iraq, Pakistan e Afghanistan, ma la maggior parte dei soldi, oltre 1.000 miliardi sono andati a societá americane (come la Halliburton*), agli stipendi bonus dei soldati ed agli appaltatori delle armi; quindi reinseriti nell'economia americana.
Infine, coloro che sono contrari alla moschea vicino “Ground Zero”, cioé il luogo dov'erano le Torre Gemelli abbattute da un commando terroristico di fondamentalisti islamici, non conoscono la storia dell'America. In passato, ad essere indesiderate erano le chiese cattoliche e gli italiani. Oggi é il turno dei mussulmani. Per la fortuna degli italiani, la Costituzione americana non ha permesso la loro emarginazione ed ora i cittadini americani di origine Italiana fanno parte di una comunitá prospera ed influente.
Un ultimo avvertimento. In Italia, la parola “affidabile” ha il connotato di “persona ricattabile”, pertanto sarebbe meglio affidarci ad un “indipendente”.
* Le pricipali societá americane che hanno beneficiato della guerra in Iraq sono: Halliburton, KBR, Veritas, Washington Group, Enviromental Chemical, International American Products, Flour, Perini, Parson, L-3, Lockheed Martin, Boeing, Northrop Grumman, General Dynamics, Raytheon e United Technologies.



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