Upa/ Sassoli de Bianchi confermato presidente: "La pubblicità frena, ma già dal 2010 ci attendiamo una reazione"
Lorenzo Sassoli de Bianchi è stato rieletto presidente dell’UPA (Utenti Pubblicità Associati) per il prossimo triennio. 
Lorenzo Sassoli de Bianchi
La conferma arriva in un momento ovviamente difficile per il settore, come lo stesso Sassoli de Bianchi ha detto in una conferenza stampa seguita alla nomina: "La pubblicità frena in Italia come in tutto il mondo. Tra i mezzi la televisione si conferma portante, internet rallenta la crescita, stampa in forte calo in tutto il mondo. Non ci sono segnali che possano indurre ad un ottimismo di maniera anche se da parte del mercato non c’è rassegnazione ma una realistica presa di coscienza del momento: abbiamo aziende che rischiano ed investono all’estero ed abbiamo altrettante imprese che hanno un atteggiamento prudente verso gli investimenti in comunicazione. A testimonianza di ciò c’è un 40% delle aziende nostre associate che ha confermato o incrementato gli investimenti dell’anno precedente per l’anno in corso e un 60% che li diminuisce".
L'Upa prevede quindi "per la fine dell’anno un calo medio del 12% ma già dal 2010 ci attendiamo una reazione: siamo consapevoli dell’importanza di tenere sugli investimenti e usare la comunicazione come arma di innovazione contro la crisi.
Già oggi il 20% dei nostri associati usa la pubblicità in funzione anticiclica: la crisi si combatte con la fiducia, chi investe oggi in comunicazione si troverà un capitale di notorietà da spendere al momento della ripresa".
Per Sassoli de Bianchi "oggi si pianifica con la tecnica del 'just in time': è il venduto che in buona parte determina l’investimento. E’ il segno di una politica di corto respiro, ma il momento costringe le aziende ad una accurata selezione. Non si spara più nel mucchio perché il consumatore si muove su un paradigma nuovo: il prodotto non è più inteso solo come rapporto prezzo qualità ma come condensato di valori: credibilità, affidabilità, durata, attenzione all’ambiente. Vince il miglior prodotto, non il più caro né il meno caro. Il prezzo conta ma conta di più la percezione del valore".
Le motivazioni che hanno portato a rivedere in diminuzione l'investimento pubblicitario da parte delle aziende risentono per un quinto circa dell'incertezza della situazione, le altre sono relative al calo di fatturato e/o della redditività.
Anche per l’Upa questa è una fase di difficile interpretazione, non siamo abituati ai segni meno e dobbiamo preparare le nostre aziende a confrontarsi con scenari in rapidissimo mutamento. Stiamo affinando tecniche e strumenti, ci confrontiamo con i massimi esperti, mettiamo a disposizione degli associati dati, previsioni, momenti di conoscenza e di confronto. E’ una strada obbligata che passa attraverso l’evoluzione della marca nella direzione della piena centralità del consumatore.
Il Summit 'Tutto cambia. Cambiamo tutto?' è stato, ad esempio, una sfida coraggiosa in un momento particolarmente delicato mettendo a confronto aziende e massimi esperti internazionali".



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