Unità / Concita De Gregorio è il nuovo direttore, ma la redazione mugugna e Re Travaglio ha già nostalgia per il duo Colombo-Padellaro
E ancora: "Nell'aprile del 2006 pensammo che il fuoco fosse domato e la battaglia vinta. Salutando la vittoria di Romano Prodi titolammo: 'Berlusconi addio'. Ci sbagliavamo. Ma nessuno in quel momento poteva immaginare con quale grado di autolesionismo si sarebbe gettata alle ortiche l'occasione storica di sottrarre il nostro Paese al dominio di una satrapia e restituirlo al novero delle democrazie occidentali. Per questo obiettivo, continuerò, continueremo a fare i giornalisti. Solo chi non ha mai letto veramente l'Unità può sostenere che il nostro sia stato e sia il giornale di un anti-berlusconismo pregiudiziale e fine a se stesso. Il pregiudizio è di chi ha preferito non vedere i danni prodotti dalla cultura padronale e reazionaria scaturita dai governi della destra". Fra le 'istantaneè che Padellaro porta con sè, quella di Berlusconi che indica l'Unità come il "nemico"; la prima pagina listata a lutto per i morti sul lavoro; Ingrid Betancourt finalmente libera e il grazie della mamma e della sorella proprio a l'Unità che l'ha proposta per il Nobel per la Pace. "Finisce qui - conclude Padellaro - il direttore di questo grande giornale si congeda. Grazie, Unità".



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