Unità / Concita De Gregorio è il nuovo direttore, ma la redazione mugugna e Re Travaglio ha già nostalgia per il duo Colombo-Padellaro
Inizia dunque il nuovo corso del quotidiano fondato da Antonio Gramsci e la cui proprietà è passata a Renato Soru. Concita De Gregorio, che finora è stata firma di punta di Repubblica, subentra ad Antonio Padellaro che ha guidato la redazione dal marzo 2005. E' la prima donna chiamata a dirigere il quotidiano fondato da Antonio Gramsci.
Nata a Pisa il 19 novembre del 1963, la De Gregorio, all'attività di giornalista affianca quella di scrittrice: nel 2002 pubblica 'Non lavate questo sangue', diario dei giorni del G8 a Genova; nel 2006 firma 'Una madre lo sa. Tutte le ombre di un amore perfetto' (Mondadori), tra i finalisti del Premio Bancarella 2007. A settembre è prevista l'uscita di un altro libro il cui titolo provvisorio è 'Malamore', sul tema della violenza domestica e privata.
GLI AUGURI DI FASSINO A DE GREGORIO PER DIREZIONE 'L'UNITA
"Cara Concita, dirigere il giornale di Antonio Gramsci è una sfida appassionante. La professionalità , lo spirito civico e la passione politica che da sempre animano la tua attività giornalistica sono la miglior garanzia che , con la tua direzione, l'Unità potrà conoscere un'altra stagione felice della sua lunga storia, confermandosi voce insostituibile della sinistra e della democrazia italiana. E tutti i lettori dell'Unità, e io con loro, saranno entusiasti nell'accompagnarti in questa bella avvincente impresa. Conta sul mio sostegno e sulla mia amicizia". Lo ha scritto Piero Fassino in un messaggio augurale a Concita De Gregorio che da lunedì assume la direzione dell'Unità.
ROTONDI: AUSPICO DE GREGORIO PROSEGUA CONFRONTO MAI VOLGARE
"Trovo singolare che a sinistra accusino Padellaro di anti-berlusconismo viscerale: a me il suo giornale piaceva e qualche volta ci ho pubblicato degli articoli. Mi auguro anzi che il nuovo direttore, Concita De Gregorio, prosegua verso di noi nel solco di un confronto deciso e duro, mai banale, nè tantomeno volgare". Lo dichiara il segretario della Dca, il ministro Gianfranco Rotondi.
PADELLARO: L'UNITA' INSOSTITUIBILE NELL'OPPOSIZIONE A BERLUSCONI
"L'Unità si può amare o avversare ma tutti sanno che giornale è, quali idee esprime, quali valori difende, contro cosa e contro chi irriducibilmente si batte". Lo scrive il direttore uscente del quotidiano fondato da Antonio Gramsci, Antonio Padellaro, nel suo editoriale di commiato dal titolo «Grazie Unità». Padellaro, che ricorda come la testata sia "risorta dalle proprie ceneri il 28 marzo 2001" considera "strano che oggi nel gran discutere che si fa sull'assenza di opinione pubblica in Italia e sul 'vuoto di senso e di memorià giustamente denunciato da eminenti leader democratici si dimentichi quanta opinione di un pubblico affezionato e appassionato abbia intorno a sè il giornale che state sfogliando. Ai tanti smemorati (anche nel campo a noi vicino) -scrive inoltre Padellaro- vorrei rammentare l'insostituibile funzione che l'Unità ha avuto, appena rinata, negli anni più duri dell'opposizione al secondo governo Berlusconi".



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