Tv/ Calabrò: Sky supera Mediaset
| "E' solo l'inizio". Così l'amministratore delegato di Sky Italia, James Murdoch, commenta i dati dell'Agcom. "Gli affari sono affari - aggiunge - e il mercato è forte. Sono molto orgoglioso del successo. D'altra parte il mercato è grande, c'è spazio per altri soggetti e questo significa che è possibile più pluralismo e più spazio per la competizione. Gli inserzionisti sono felici e cercheremo di farli ancora più felici. Continueremo a crescere e anche gli altri. Ed e' solo l'inizio". |
L'affermazione della piattaforma digitale satellitare in termini di ricavi è messa in collegamento dall'Autorità con il passaggio al digitale terrestre che sta avvenendo nel nostro Paese. Dalla cosiddetta 'svolta digitale' ci sono infatti, secondo l'Authority di via delle Muratte, "già rilevanti effetti sulla struttura del mercato".
Con il passaggio al digitale terrestre "Mediaset e Rai ridurrano le loro reti da cinque a quattro; anche Telecom Italia scenderà da quattro a tre". Lo sottolinea Corrado Calabrò, presidente dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, nella sua relazione annuale. "Europa 7 - prosegue - ha la sua rete, ponendo termine così a un contenzioso decennale". Dopo la "cura dimagrante imposta agli incumbent (operatori dominanti) e in virtù della maggior efficienza nell'utilizzazione dello spettro radio derivante dalla pianificazione di reti isofrequenziali, risulterà disponibile un dividendo nazionale - ricorda il presidente - di cinque reti, che verrà messo a gara con criteri e correttivi che garantiranno l'apertura alla concorrenza, l'ingresso di nuovi operatori e la valorizzazione di nuovi programmi".
La decisione di passare al digitale, ricorda Calabrò, ha anche agevolato il dialogo con la Commissione Ue che aveva avviato una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia. Ora la Commissione ha "interrotto la procedura d'infrazione» e si è riservata «di rinunciarvi formalmente» quando la delibera dell'Autorità italiana che scandisce il passaggio al digitale avrà trovato «piena attuazione".
Calabrò ha poi sottolineato che la crisi colpisce pesantemente l'editoria che "risente più di altri mezzi del contesto di crisi finanziaria. Nella relazione annuale si nota che "i ricavi complessivi delle imprese mostrano una sensibile contrazione che investe sia l'editoria quotidiana che quella periodica: una contrazione imputabile alla riduzione della spesa pubblicitaria e ai cali delle vendite di giornali e prodotti collaterali". Vanno meglio le cose per l'editoria elettronica "che tuttavia rappresenta appena il 3,9% delle entrate complessive del settore".
Per questo, "l'Autorità sta monitorando con particolare attenzione la destinazione alla stampa del 60% delle spese per attività di comunicazione istituzionale da parte delle amministrazioni pubbliche, a cominciare dai ministeri, per invertire una tendenza che desta preoccupazione". Il Garante, nelle note, sottolinea che "l'effettiva destinazione di tali risorse alla stampa quotidiana e periodica è importante per il riequilibrio della pubblicità a favore del settore e per consentire i necessari investimenti, soprattutto in questa particolare fase di congiuntura economica".



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