Piccolo schermo: nel 2012 più ricavi dalla Pay tv che dagli spot

Mercoledì, 21 ottobre 2009 - 10:13:00

IL RAPPORTO (.PDF)

Masi: "La chiavetta Sky solo un'abile campagna"

Nel 2012 i ricavi da pagamento diretto degli utenti sorpasseranno in percentuale e in valore assoluto i ricavi da inserzioni commerciali sulle reti nazionali. Lo prevede un rapporto di 'E media' sulle tendenze del mercato televisivo e audiovisivo di rete in Italia, presentato oggi a Roma.

IL PAGAMENTO CONTRIBUIRA' AL 41% DEI RICAVI - Con circa 3,8 miliardi di euro - si legge nello studio -, il pagamento diretto contribuira' al 41% dei ricavi del sistema tv. Il canone, considerando l'assenza di manovre per il recupero di evasione e morosita', si assestera' al 19% circa. Il rapporto calcola che nel 2012, termine ultimo per passare dalla tv analogica a quella digitale, 24,9 milioni di famiglie italiane saranno dotate di tv multicanale, gratuita e a pagamento. Oggi sono 12,1 milioni.

LA CRESCITA DELLA SPESA DEGLI ITALIANI - In crescita sara' gioco forza anche la spesa. Se nel 1992 per guardare la tv gli italiani spendevano poco meno di 2 miliardi di euro, nel 2008 la stessa spesa valeva oltre 6,2 miliardi con una crescita prevista fino a quasi 8 miliardi di euro nel 2012. Ma mentre nel 1992 la stessa spesa era sostanzialmente ripartita a meta' tra canone radio-tv da una parte e cinema home/video dall'altra, nel 2012 la pay-tv potrebbe generare quasi il 60% del totale della spesa. Altra cosa e' la spesa complessiva per il consumo di prodotti e servizi media, raddoppiata, tra il 1992 e il 2008, da 10 miliardi di euro a quasi 19 miliardi. Nel 2012 - prevede lo studio - l'esborso potrebbe attestarsi a circa 21 miliardi di euro, il 22% dei quali generati da abbonamenti alla pay-tv. In calo, la stampa che registra una flessione dal 76% della spesa nel 1992 al 50% stimato nel 2012.

I MINICANALI IN DIGITALE - Infine, le tendenze chiave, che lo studio individua in cinque: rafforzamento della competizione nell'ambito delle offerte 'free-to-air', i nuovi mini-canali generalisti in digitale; ricerca di nuovi pubblici per la tv a pagamento; aumento dell'offerta di servizi aggiuntivi abbinati a tutte le piattaforme; accelerazione delle offerte a pagamento (cosiddette 'Premium', con film in prima visione, animazione, sport) e gratuite ('Catch-up tv', con fiction, documentari, show, news, lifestyle e altri generi minori); aumento del pagamento diretto delle famiglie per il consumo di contenuti video via web e relativo sviluppo di una concreta tutela del diritto di sfruttamento.

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