Tv locali ultimo atto
di Davide Boscaini
amministratore unico Quarta Rete SpA
I canali tv compresi tra il 61 e il 69 risultavano, fino ad un paio di anni fa, fossero i più scadenti dell’etere utilizzati per la diffusione televisiva. Infatti essendo molto in alto come frequenza (900MHZ) patiscono una serie notevole di inconvenienti: superiore attenuazione nelle tratte di diffusione; in caso di pioggia o neve hanno la maggior perdita; come sui cavi di distribuzione e sulle ripetizioni degli stessi nei condomini, difficoltà di amplificazione sia in trasmissione che in ricezione.
Fino a pochi anni fa le frequenze giuste per le tv locali!
In Europa le compagnie telefoniche, che notoriamente operano su frequenze variabili dai 23 GHZ ai 1,8 GHZ ai 900 MHZ con i telefonini, hanno scoperto che, con frequenze per loro più basse (800 MHZ/900MHZ) si poteva rilanciare, la banda larga. Questo ha sicuramente, in Italia, sconvolto i piani e ha colto tutti impreparati.
Come espropriare noi “piccoli” di tanta grazia?
Semplice: si fa un’asta e con il ricavato che sicuramente non sarà superiore a 2,4 miliardi di euro si riconosce un 10% a noi piccoli ed il gioco è fatto. Tutto sbagliato!
Le frequenze, come dimostrato dall’asta, valevano molto di più, ben 4 miliardi di euro. Problema… forse 400.000.000 euro (10%) potevano permettere alle tv locali di riorganizzarsi. Ma se le tv locali si riorganizzassero, come sfrattarle dall’etere? Semplice: ridurre ulteriormente l’indennizzo a 250.000.000 euro, ma anche questo non basterebbe!!!
Quindi? Portiamolo a 175.000.000€ e per far vedere che siamo democratici distribuiamoli a pioggia, come si fa in Piazza San Marco con il granoturco ai colombi, tanto le tv locali, affamate, si avventerebbero su quel pugno di granaglie magari con soddisfazione. E poi, cosa importante, li si riduce nella riserva, come è stato fatto in America per i pellerossa.
Forse non tutti sanno che, per la larga banda, in Europa le frequenze che si utilizzano sono già dal canale 50 al canale 70.
Sottraendo all’etere altri dieci canali televisivi, con un altro esproprio a danno delle tv locali, si arriverebbe così all’ultimo atto. Signori, si chiude!
Le tv locali dovranno non solo condividere un minor numero di frequenze ma saranno costrette, loro malgrado, a ospitare sui loro multiplex gli stessi competitori locali. Emittenti come Quarta Rete, unica tv europea che trasmette 10 ore al giorno in tecnologia 3D HD non avrà più la banda sufficiente a trasmettere i propri servizi. Ma i canali del “beauty contest” non sono cose da “piccoli”! Solo a parole le tv locali sono riconosciute come tali. Perché non è stato stanziato un canale del beauty contest ad uso regionale per le “piccole” emittenti?


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