Tunisia: stop a siti porno
Brutte notizie per gli amanti del genere. Il filtraggio dei siti a carattere pornografico per impedirne l'accesso è infatti l'ultima decisione della Corte d'appello di Tunisi che ha confermato la sentenza del tribunale di prima istanza dello scorso 26 maggio. L'Ati, l'Agence Tunisienne de l'Internet aveva presentato appello, sostenendo che il «filtraggio» non può essere compiuto dai cinque fornitori del servizi Internet (Globalnet, Hexabyte, Orange Tunisie, Topnet, Tunet) in quanto l'operazione avrebbe ripercussioni negative sulla qualità dei servizi. L'Ati ha preannunciato ricorso in Cassazione, ricorso che però, secondo i legali che avevano chiesto alla magistratura di vietare l'accesso ai siti con contenuti pornografici, non ha il potere di sospendere l'esecutività della sentenza. La denuncia che ha portato Ati in tribunale risale a mesi addietro, in seguito alla denuncia di tre avvocati, secondo i quali i siti in oggetto avrebbero effetti negativi sui giovani, oltre che essere in contrasto con i valori dell'etica musulmana. La censura di tali siti, in vigore sotto il regime di Ben Ali, era stata abolita di fatto in seguito alla rivoluzione che ha portato alla sua caduta.



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