Ecco perché Travaglio si scalda tanto
Eppure Travaglio, sempre ben informato sulle altrui vicende giudiziarie, liquida il "curriculum" di Ciuro in 2 righine, ricordando che è stato "in servizio con Falcone" e che ha lavorato all'antimafia "con il Pm Ingroia che l'ha impiegato nell'ultima fase delle indagini su Dell'Utri e sui finanziamenti Fininvest" (fonte Marco Travaglio, Saverio Lodato, Intoccabili, Bur Rizzoli 2005).
Mentre era in vacanza con Travaglio, il maresciallo Ciuro stava commettendo il reato di favoreggiamento semplice ad associazione mafiosa, favorendo Michele Aiello, l'uomo chiave dell'indagine sui rimborsi d'oro alle cliniche e braccio destro del boss Provenzano ("Fatti commessi in Palermo ed altrove fino al mese di ottobre 2003", come da comunicazione del Pm Pignatone).
Pippo Ciuro - come ricostruisce benissimo il documentario andato in onda ieri sera - viene arrestato il successivo 5 novembre 2003 (due mesi dopo la vacanza con Travaglio) ed è veramente significativa l'intercettazione che vede protagonista l'ex maresciallo mentre parla con una segretaria della Procura (che non sa dei mandati di arresto già firmato) e dice "Non ci arrestano" e invece lo mettono dentro.
Sempre nel libro "Intoccabili", Travaglio dice che: "I due marescialli (Ciuro e Riolo, ndr) sono talpine. Manca la talpona" (pag. 392).
Successivamente le "talpine" che hanno fatto il doppio gioco verranno condannate. A Ciuro danno 4 anni e 8 mesi per favoreggiamento semplice, con il rito abbreviato (che dà diritto a uno sconto di pena). La condanna di Ciuro è stata riconfermata nei mesi scorsi dalla Corte d'Appello.
E di recente "(ANSA) La Terza sezione del Tribunale di Palermo presieduta dal giudice Raimondo Loforti ha condannato l’ex maresciallo della Dia Giuseppe Ciuro a un anno e 4 mesi con l’accusa di peculato. Secondo i magistrati il sottufficiale che per lungo tempo ha lavorato nell’ufficio del pm Antonio Ingroia, usava le linee telefoniche della Procura per collegarsi a siti hard ad alto costo e scaricare immagini pedopornografiche ritrovate dagli inquirenti nel suo computer. Per Giuseppe Ciuro, al quale il pm Francesco Del Bene aveva chiesto tre anni di carcere, il giudice della Terza sezione ha valutato fondata la telefonata del 6 novembre 2002 mentre per le altre connessioni non si ritiene sufficientemente accertata la sua responsabilità".



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