Ecco perché Travaglio si scalda tanto
di Gabriele Mastellarini
Fino a ieri sera non riuscivo a capire perché Marco Travaglio se la fosse presa così tanto dopo gli attacchi di Giuseppe D'Avanzo di Repubblica che gli rinfacciava le vacanze fatte con Pippo Ciuro. Non comprendevo perchè, all'apparentemente "innocua" notizia di una vacanza trascorsa insieme a un ex maresciallo della Finanza, il noto giornalista fosse andato su tutte le furie, riprendendo più volte anche Filippo Facci del Giornale, solito ricordare l'episodio.
Non capivo perché Travaglio si ostinasse a far chiarezza su un'insignificante vacanza e un'intercettazione imbarazzante ma comunque innocua, producendo copie di assegni di pagamento, sbagliando addiriuttura anno, richiamando ancora la banca per fornire anche il numero dell'assegno dell'anno successivo (del quale si attende ancora la copia).
Ieri sera ho capito. Su Raitre è andato in onda il docufilm (documentario basato su fatti reali ma ricostruito da attori) dal titolo "Doppio Gioco", nato da un'idea del giornalista Salvo Palazzolo, uno dei migliori in circolazione.
In "Doppio Gioco" si ricostruisce il processo alla "Mafia bianca", quella dei rimborsi d'oro alle cliniche, e si punta il dito sul ruolo determinante delle talpe della Procura di Palermo che avevano fatto il "doppio gioco": invece di stare dalla parte dello Stato erano dalla parte dei mafiosi.
Le due talpe rispondono al nome di Giorgio Riolo, carabiniere del Ros, e Giuseppe (Pippo) Ciuro, maresciallo della Finanza, in servizio alla Direzione Distrettuale Antimafia che, tra le altre cose, aveva messo in piedi una rete riservata di cellulari per non farsi intercettare.
Quel Ciuro è lo stesso Ciuro con il quale Travaglio è stato in vacanza nell'agosto 2003 ("soggiorno di dieci giorni in un villino del residence Golden Hill ad Altavilla. (Il conto) lo saldai con la proprietaria in data 21 agosto 2003 con un assegno della mia banca, San Paolo-Imi di Torino, assegno di 1000 euro n. 3031982994", Marco Travaglio, blog voglioscendere).
Marco Travaglio ha dichiarato a Repubblica: "Ho conosciuto il maresciallo Giuseppe Ciuro a Palermo quando lavorava alla polizia giudiziaria antimafia (aveva pure collaborato con Falcone). Mi segnalò un hotel di amici suoi a Trabia e un residence ad Altavilla dove anche lui affittava un villino. Il primo anno trascorsi due settimane nell'albergo con la mia famiglia, e al momento di pagare il conto mi accorsi che la cifra era il doppio della tariffa pattuita: pagai comunque quella somma per me esorbitante e chiesi notizie a Ciuro, il quale mi spiegò che c'era stato un equivoco e che sarebbe stato presto sistemato (cosa che poi non avvenne). L'anno seguente affittai per una settimana un bungalow ad Altavilla, pagando ovviamente la pigione al proprietario. Ma i precedenti affittuari si eran portati via tutto, così i vicini, compresa la signora Ciuro, ci prestarono un paio di cuscini, stoviglie, pentole e una caffettiera. Di qui la telefonata in cui parlo a Ciuro di "cuscini". Ecco tutto".



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