Tlc/ Caio: "Una sola rete per tutti gli operatori, la competizione è sui servizi"

Mercoledì, 20 maggio 2009 - 18:17:00

"Una sola rete per tutti gli operatori, e poi la competizione si farà sui servizi". Questa, secondo Francesco Caio, consulente del governo per la banda larga, la base di partenza del dibattito che dovrebbe portare alla definizione di un piano nazionale per il broadband. Ospite al convegno organizzato del Pd, Caio ha fatto il punto sul rapporto presentato al governo italiano, svelato nei giorni scorsi in via non ufficiale.

Ecco il piano Caio - Tre opzioni per ridurre il digital divide entro il 2016
"Non solo in Italia, ma in tantissimi Paesi dell'Ocse e dell'Europa la banda larga è finita nell'agenda di politica industriale dei governi. Il tema vero è ora capire se esiste un ruolo degli Stati in questo passaggio alle infrastrutture digitali oppure se il mercato è in grado di fornire velocità di sviluppo funzionali alle ambizioni dei Paesi". Secondo Caio è positivo l'atteggiamento del governo Berlusconi: "C'è un tentativo reale di capire di cosa si sta parlando. Un segno di attenzione forte al tema della banda larga".

Oltre alla realizzazione delle Ngn bisognerà pensare anche a garantire la qualità della rete in rame: "L'Agcom faccia un lavoro serio e importante di controllo - spiega Caio - per misurare l'effettiva qualità della banda larga disponibile ai cittadini. Questa misurazione consentirà di fare da base al successivo intervento per la realizzazione della rete". Sullo stimolo di domanda di banda larga, secondo Caio, quest'ultima sarà trainata dall'evoluzione dei terminali e dallo sviluppo dei servizi della PA. "Il piano E-gov 2012 del ministro Brunetta e' ottimo. Ma bisognerà mettere mano alla semantica degli impianti doccumentali. Serve intervenire sugli standard e sull'interoperabilità".

Per l'amministratore delegato di Wind, Luigi Gubitosi, "il tema della banda larga è un tema di politica economica, un tema da affrontare in modo bipartisan in modo che ci sia un piano accettabile per tutti".
"E' ovvio che serve la banda larga - ha aggiunto - ma ci deve essere un processo parallelo che aumenti l'alfabetizzazione delle famiglie e al tempo stesso ci deve essere un investimento. Io credo che qualche sorta di ragionamento tra pubblico e privato andrà fatto  più lo ritardiamo e meno facciamo. Sono due anni che mi capita di intrattenere il pubblico sui temi della banda larga, però alla fine siamo sempre allo stesso punto, si è fatto poco o niente. Anche tutto questo mistero intorno al famoso piano Caio, che mi sembra un bel lavoro, mi chiedo perché non renderlo pubblico prima".

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