Tlc/ Aumento dei canoni di unbundling di Telecom, il 5 ottobre l'incontro fra il commissario Ue Kroes e i rappresentanti di Vodafone, Wind, Tiscali e Fastweb
Il commissario europeo per le telecomunicazioni Neelie Kroes incontrerà il 5 ottobre i rappresentanti di Wind, Vodafone, Tiscali e Fastweb per discutere della questione dell'aumento delle tariffe di unbundling da parte di Telecom Italia, approvata dall'Agcom e in attesa del via libera da parte dell'Unione europea.
Nei giorni scorsi un portavoce della Kroes ha smentito le voci riportate da alcuni organi di stampa, secondo cui i rincari avrebbero già ottenuto il via libera dall'Unione europea.
L'authority italiana per le comunicazioni ha approvato il 9 settembre scorso le nuove tariffe di unbundling fissato per il 2011 a 9,14 euro/mese e per il 2012 a 9,48 euro/mese, e un aumento del WLR a 13,16 euro, valore molto vicino al valore di 13,40 euro di canone che pagano attualmente i consumatori finali Telecom. Fissati al livello attuale di 8,70 euro/mese i prezzi per l'anno in corso.
Gli aumenti hanno scatenato una serie di interrogazioni parlamentari bipartisan da parte di Simeoni, Foti, Straquadanio e Lazzari del Pdl, Quartiani e De Angelis del Pd e di Jonny Crosio della Lega Nord. Inoltre va segnalata la richiesta di audizione per il presidente dell'authority Calabrò (che dovrebbe svolgersi il 6 ottobre) dei senatori del Pd Filippi e Vimercati. Tutti i parlamentari, in sostanza, focalizzano l'attenzione sulle implicazioni che un eventuale aumento del prezzo del rame avrebbe sullo sviluppo competitivo della fibra di nuova generazione nonché sugli impatti delle tariffe finali per i consumatori.
Nella guerra di cifre sull'impatto che avrebbe l'aumento dei costi dell'ULL, fa chiarezza la valutazione espressa su Telecom Italia da Deutsche Bank, secondo la quale dall'aumento delle tariffe unbundling derivano benefici fino a 200 milioni per il gruppo tlc. La banca osserva come l'incremento deciso sia leggermente più basso di quanto richiesto dall'ex monopolista (+7,7% nel 2011 e +11,7 % nel 2012) con un impatto sul fatturato di 48 milioni di euro (+0,4% Ebitda) che diventeranno 75-80 milioni nel 2012 (+0,7 % Ebitda). Questo aumento all'ingrosso - si legge in una nota dell'istituto - dovrebbe tradursi in una crescita dei prezzi al dettaglio con ulteriori benefici per il 2011 di 85-90 milioni di euro e 125-130 milioni a partire dal 2011. In totale quindi, il beneficio legato all'aumento approvato dall'Autorità ammonterebbe dal 2012 in poi a circa 204 milioni di euro. Alla luce di questa nuova situazione Deutsche Bank ha fissato il price target di Telecom Italia a 1,32 euro, contro i circa 1.03 euro attuali.
Una valutazione decisamente negativa sugli aumenti arriva anche da Franco Morganti, advisor di Network Economy Partner ed esperto di tlc, secondo il quale il rincaro dei canoni dell'unbundling "non è giustificato" anche perché "può provocare dei danni". In un'intervista televisiva, Morganti ha sottolineato che "per aumentare le tariffe si dovrebbe assistere a un aumento dei costi e delle prestazioni oppure a un miglioramento della qualità, ma mi pare che non siamo in questa situazione. D'altra parte, è anche un danno se si aumentano questi canoni poiché i rincari potrebbero ribaltarsi sui consumatori finali. Non mi pare - conclude Morganti - che siamo in un momento in cui vale la pena scoraggiare i consumi-utenti con degli aumenti".



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