Tlc/ Serve l'accordo di tutti gli operatori
Di Stefano Quintarelli - presidente Eximia e Reeplay.it
Per comprendere le affermazioni del Presidente di AgCom, Antonio Calabrò, è sufficiente esaminare l'andamento del principale operatore telefonico italiano, Telecom Italia, che a fine 2007 deteneva il 75,9% delle quote di mercato nella telefonia vocale. Nella relazione finanziaria semestrale del gruppo Telecom Italia si legge che, per quanto riguarda la rete fissa, la crescita dei ricavi Internet non compensa la contrazione dei ricavi del tradizionale servizio telefonico, la cui riduzione e' legata alla diminuzione del volume degli abbonamenti e dei prezzi delle telefonate.
I prezzi sono influenzati dalla riduzione delle tariffe verso i cellulari e dalla maggiore penetrazione dei "pacchetti" con tariffe forfettarie.
La telefonia su Internet tende a favorire una forte riduzione dei prezzi spingendo gli operatori a difendersi offrendo per l'appunto "pacchetti" di telefonate a tariffe forfettarie. I minori volumi sono causati dalla migrazione del traffico dal fisso al mobile e dalla riduzione del numero dei clienti. Sempre più utenti, interessati solamente alle tradizionali telefonate, trovano vantaggioso disdire l'abbonamento alla rete fissa e sostituirla con il telefono cellulare già in loro possesso, favoriti anche da specifiche offerte per "staccare il filo" proposte dagli operatori cellulari.
La crescita degli abbonamenti Internet sta rallentando sensibilmente e non è in grado di compensare la perdita della telefonia tradizionale. Il calo è generalizzato a tutto il sistema; gli utenti italiani hanno speso per la rete fissa nel 2007 il 3% in meno rispetto al 2006. Nel secondo semestre dell'anno scorso sono apparse le prime offerte di sostituzione del fisso con il mobile e la contrazione del numero di linee è stata pari al 3,1%. Nel primo semestre di quest'anno la contrazione è accelerata; i collegamenti alla rete fissa passano da 22,1 milioni di inizo anno a 20,9 milioni di fine giugno con una contrazione del 5,3%.
E' importante sottolineare il fatto che le dinamiche citate sono dinamiche di sistema e non di un solo operatore. Impatta in modo diverso su tutti gli operatori di rete fissa, dai più grandi ai più piccoli ed è quindi fondamentale la prevenzione da scorrette pratiche di mercato. Fa bene quindi il Presidente Calabrò ad affermare che «le telecomunicazioni necessitano ancora di un livello di controllo, ex ante ed ex post, con lavoro coordinato e complementare di monitoraggio della concorrenza e di tutela dei consumatori».
Sebbene i ricavi siano sotto pressione per le ragioni elencate, i costi di una rete fissa sono in larga misura incomprimibili: se in un palazzo di 10 appartamenti due condomini disdicono la rete fissa, i costi sostenuti dall'operatore per la gestione del condominio restano uguali ma il calo dei ricavi sara' del 20%, andando ad erodere i suoi margini, drenando risorse che gli sarebbero necessarie agli investimenti.
Il Commissario Europeo Vivianne Reding ricorda che il 50% della crescita del PIL è legato alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Le telecomunicazioni sono un abilitatore di crescita economica e l'ammodernamento della rete fissa con il passaggio alla fibra ottica, oltre ad essere una necessità sistemica del paese, è anche una necessità operativa per gli operatori telefonici per almeno tre ragioni. La prima è che devono poter disporre di una motivazione differenziante per convincere gli utenti a tenere la rete fissa, quale la larghissima banda altrimenti non ottenibile con il cellulare.
(Segue - Reti tlc di nuova generazione, vanno realizzate con la partecipazione di tutti gli operatori)



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