The Breakfast Review: il web-magazine del dolce risveglio (ma anche il futuro New Yorker delle colazioni)
“Siamo gente tra i trenta e i quarant’anni che frequenta la rete, la comunicazione e i bar da un po’ di anni. Spesso abbiamo pensato di fare cose incredibili davanti a cappuccino, cornetto, succo. Spesso abbiamo perso di vista le cose incredibili che pensavamo di fare, per dirci quanto il cappuccino fosse bollito e imbevibile, il succo squisitissimo, il vecchio bancone in marmo una delizia per gli occhi, quel cameriere uno stronzo matricolato. A un certo punto abbiamo capito che le cose incredibili potevano anche aspettare, perché prima c’era da risolvere un problema centrale: la colazione è una cosa importante, e la spumosità del cappuccino condiziona il nostro umore 365 giorni all’anno. Se anche per voi è così, benvenuti, non siete soli”. Si presentano così i creatori di The Breakfast Review, un web magazine che recensisce colazioni in bar e pasticcerie a Milano, Roma e altre città italiane
di Maria Teresa Melodia
Il logo è una tazzina di caffè fumante, lo stile è semplice ma originale, la grafica pulita ma d'impatto e i contenuti tutti da scoprire. Si chiama The Breakfast Review ed è un sito web sfornato da un team di cultori di caffè e cornetto nato i primi giorni di luglio 2011, come racconta ad Affari Simone Tolomelli che puntualizza: “C’è di buono che, lavorando in questo campo, per mettere in piedi un progetto su internet ci vuole meno di un’ora, e così è stato. Poi ho invitato a colazione le mie future socie, Ilaria Mazzarotta e Laura Comoglio e ho spiegato la mia idea". E davanti a un cappuccino (non perfetto) e un’ottima brioche è nato TBR, “un work in progress, che nasce dal fatto che erano anni che il momento della colazione si stava trasformando in un disastro capace di rovinare l’intera giornata: trovare un posto bello e confortevole è quasi un miraggio. Dovevamo fare qualche cosa”.

UN WEB MAGAZINE 'SOCIAL' E UTILE - Un po' rivista web, un po' social network, The Breakfast Review recensisce cappuccini, caffè, succhi di frutta e croissant, 'rubando' elementi tipici del web come strumenti di condivisione social e una mappa dei luoghi recensiti. Come spiega Ilaria, "spero ogni giorno di rimanere stupita e quindi credo che i migliori debbano ancora arrivare. Ma se qualcuno li avesse trovati in giro ce li può segnalare sulla nostra pagina Facebook (www.facebook.com/TheBreakfastReview)". I locali vengono presentati in modo preciso con fotogallery e schede di valutazione in base a una serie di voci: servizio, qualità, pulizia, prezzo, plus e minus. Le città monitorate per ora sono Milano e Roma, ma "abbiamo una serie di collaboratori che si trovano nelle città “intruse” (come Novara e Imperia) e presto arriveranno anche le recensioni dei locali di Torino e Bologna, e via via delle altre città italiane".

IL METRO DI GIUDIZIO - “ È chiaro che TBR, essendo una realtà nuova, deve ancora fare parecchia strada prima di trasformarsi in qualche cosa che - con il suo solo nome - dia garanzia di qualità, ma è esattamente il lavoro che stiamo portando avanti. Recensioni sincere, evidentemente soggettive, il più possibile equilibrate: pensiamo che questo tipo di qualità possa pagare, se non dovessimo ottenere i risultati sperati sapremo di avere la coscienza a posto”.
COLAZIONI IN PIEDI, SEDUTI, DOLCI E SALATE - "E se la colazione è come un caffè: può essere sia espressa che molto lunga, sta al gusto di chi la ordina", continua Ilaria, il sito suddivide i luoghi, oltre che per città, per stand up, sit down, dolci, salate e brunch. "Ogni bar ha un voto, dato da una serie di voci, e quei voti presto saranno raccolti in una classifica che metteremo online. Vi consiglio di seguirci per scoprire anche voi qual è la Miglior Colazione in Città. E, ovviamente, ci sarà anche una classifica dei peggiori, perché al peggio – ahimè – non c’è mai fine, soprattutto a colazione”.
IL BRUNCH PIU' GUSTOSO - "La sezione brunch su TBR è appena partita, ma si arricchisce velocemente anche perché sono davvero tanti i locali che ormai organizzano la colazione-pranzo della domenica. Poi ci sono locali che lo organizzano praticamente ogni giorno e di ottima qualità, come il Maxxi 21 a Roma (http://www.breakfast-reviews.net/2011/roma/maxxi-21/ ) o TeaPot a Torino (http://www.breakfast-reviews.net/2011/torino/teapot-tisaneria-con-cucina/) o, infine, Bianco Latte a Milano (http://www.breakfast-reviews.net/2011/milano/bianco-latte-quelli-che-la-mettono-giu-da-professionisti/) .
IL BARISTA PIU' ANTIPATICO - "È una bella gara. In città come Milano trovare persone che sappiano davvero fare questo mestiere è sempre più un’impresa, sottolinea Simone, quando accade ci si sente trafitti dalla felicità. In linea di massima i camerieri e i baristi sono dipendenti del locale e non badano molto alla simpatia. Più in generale, al contrario di quanto abbiamo notato all’estero, la cordialità non è compresa nella professione, il che è ridicolo. Il risultato della somma di queste cose porta a una “esperienza-breakfast” spesso sgradevole. Sembra quasi di dare fastidio. Non sempre, ma talvolta capita. E noi, onesti, lo scriviamo". E aggiunge Ilaria: "Quando però troviamo chi, come noi, capisce quanto sia piacevole avere qualcuno che la mattina ti sorrida, ti tratti bene e ti coccoli senza che per forza ci sia un legame affettivo lo strilliamo al mondo intero”.
SPAZIO PUBBLICITA' - Da bravi professionisti del web, il trio ha inserito la voce per aspiranti inserzionisti. E se arriva la pubblicità di un bar che fa il caffè più annacquato della città? Simone ribatte: "La pubblicità è di fatto il motore dell’editoria, anche e soprattutto quella online, ma dietro a tutto c’è la visione dell’editore e la nostra scommessa è che la pubblicità deve essere parte della narrazione. Lo dicono i numeri, e la storia di internet. È probabile che al caffè più schifoso d’Italia TBR non dia spazio, o proponga altro che non una sponsorizzazione in cui ci troveremmo obbligati a dire il falso. Fare un progetto di un certo tipo ha anche i suoi rischi e se arrivasse il momento di fare scelte simili ci riuniremo davanti a un ottimo caffè".
PROGETTI FUTURI - Toccando il tasto ambizioni future in una nicchia del food tanto celebrato ultimamente, le intenzioni sono chiare: "Sin dall’inizio ho guardato le mie socie negli occhi e ho detto loro che dobbiamo diventare il New Yorker delle colazioni, in Italia", azzarda Simone e le sue colleghe gli fanno eco: "No, non è pazzo, lui lo pensa davvero: diciamo che vogliamo avere uno stile riconoscibile e unico. Abbiamo diversi obiettivi e cercheremo di raggiungerli durante tutto il 2012: tra questi c’è l’accesso al mondo mobile, multi piattaforma, alcune partnership con i maggiori editori italiani e - soprattutto - diventare un vero e proprio magazine su tablet. C’è un sacco di lavoro da fare".
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