La Rai con la testa nel pallone

Lunedì, 14 settembre 2009 - 10:06:00

Il direttore del Tg3 è preoccupato. Gira voce che la sinistra, e in particolare il Pd, vuole rinnovare le poltrone di sua pertinenza in Rai e dopo averlo tenuto per otto anni lì, intende avvicendarlo (insieme con il capo della terza rete Paolo Ruffini). Magari con Bianca Berlinguer. E allora che fa il direttore di Bella? Si dimette dignitoso? Si offre a Sky? Prende la liquidazione e un sabbatico e fa qualche reportage o magari scrive un libro? Nulla di tutto questo. Ottiene un' intervista lunga tutta la pagina sul Corriere della Sera (addirittura a pagina 6, neanche fosse Obama) e dopo aver avanzato, in logica sfacciatamente bipartisan, l'azzardata tesi che il suo Tg3 conviene anche a Berlusconi e dopo aver alluso, come sempre a sinistra, alla propria superiorità ontologica (Rai3 colpita è una perdita culturale per tutto il Paese), fornisce al centrodestra  un insperato attestato di correttezza e rispetto ("Devo dare atto alla maggioranza di aver mantenuto rapporti molto corretti") e conclude rispondendo alla domanda finale: "Quindi conta di restare davvero?" in modo alquanto inverecondo: "Non dipende da me. Però faccio notare, dovesse mai accadere, che Gianni Riotta ha lasciato il Tg1 e ora dirige il Sole 24 Ore, che l'ex direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce ora guida Rai Fiction, che Mauro Mazza ha lasciato il Tg2 e ora è a RaiUno, che Antonio Marano dopo RaiDue è vicedirettore generale. Auguro a Ruffini e me un trattamento analogo.Solo nel caso, dico nel caso, che dovesse accadere...".

Che faccia tosta questi direttori. Di sinistra poi... Sta dicendo al Palazzo, di destra e di sinistra: se volete il mio posto, fate pure, basta che me ne date un altro, non meno importante e uno stipendio in linea. E il mercato? La distanza dalla politica e dal Potere? Il curriculum?  Nulla. E poi i giornalisti scioperano contro Berlusconi. E se scioperassero contro direttori così? Siamo certi che la perdita di autonomia dei direttori non sia uno dei fattori chiave della crisi di ruolo e della perdità della libertà che vengono lamentati?
 
P.S: Ma in cima ai pensieri dei vertici Rai invece del futuro di Di Bella che cosa c'è? Il torneo di calcetto interno, a cui tiene molto il potente vicedirettore generale Gianfranco Comanducci, presidente del Club sportivo. Tanto che l'evento viene sparato con tanto di video addirittura in apertura del sito ufficiale e istituzionale Rai.it. Da cui si apprende, urbi et orbi, che "il circolo sportivo Rai insieme con la Canotttieri Tevere Remo, Canottieri Aniene, Canottieri Lazio, il Tennis Club Parioli e il Canottieri Roma dal 15 settembre al 6 ottobre" ci allieteranno con le loro improbabili piroette, i dribbling e le rovesciate. Ma chi se ne frega? Non è mica la coppa Rimet, dicono nei corridoi.

video rai
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