Telecom Italia/ L'azienda non vende più SSC ma i sindacati proclamano lo sciopero: "Solo una manovra per tagliare personale"
Nuova mobilitazione sindacale contro Telecom Italia, dopo che la società - si legge in una nota della segreteria nazionale di SLC-CGIL - "ha comunicato formalmente alle segreterie nazionali di SLC FISTEL e UILCOM la decisione di non procedere più alla vendita di SSC".
Per le organizzazioni dei lavoratori, l'intenzione di Telecom Italia è quella di "creare una 'grande SSC', a cui aggiungere oltre 2200 informatici oggi dipendenti di Telecom che verrebbero quindi esternalizzati. Una grande scatola cui dipendenti saranno subito dopo oggetto di efficientamento. Cioè di riduzione di personale".
"Telecom sta di fatto avviando uno smembramento di se stessa: il tutto per ridurre ulteriormente i livelli occupazionali. Una strategia – dichiara Alessandro Genovesi della segreteria nazionale di SLC-CGIL - sbagliata e non condivisibile, contro cui già nelle prossime ore ci mobiliteremo. Insieme a Fistel-Cisl e Uilcom-Uil abbiamo aperto già le procedure per dichiarare lo sciopero nazionale dell’intero settore informatico di Telecom Italia. Il secondo sciopero nell’azienda dopo quello recentissimo al 119 (ex Tim), anch’esso causato dall’assenza di qualsivoglia garanzia occupazionale per il futuro. Nello specifico della riorganizzazione dell’informatica (che vuol dire appunto esternalizzazione) come SLC – continua Genovesi – pur giudicando positiva la decisione di non procedere alla vendita di SSC, ricordiamo che come sindacato ci siamo sempre battuti per una maggiore integrazione di SSC dentro Telecom Italia e non l’opposto. Soprattutto la scelta di ricreare un polo informatico nell’ambito del gruppo - ma esterno a Telecom - oltre a contraddire scelte industriali che solo qualche anno fa avevano riportato l’informatica dentro Telecom Italia, produrrà una grave incertezza per il futuro di migliaia di lavoratori".
“Non vorremmo infatti che quello di oggi sia solo il primo passo di quella 'societarizzazione' di Telecom Italia, preludio per una operazione volta esclusivamente a ridurre ulteriormente i livelli occupazionali. Non vorremmo che qualcuno pensi cioè di scorporare da Telecom Italia oggi l’informatica e le funzioni amministrative, domani i call center, costituendo scatole da “svuotare” man mano, secondo lo schema per cui ci sarà una good company (la rete) ed una serie di bad company (informatica, staff, call center).”
“Proprio qualche giorno fa – ricorda SLC-CGIL – in un documento su Telecom redatto dalle Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL avevamo affermato che “per noi il futuro di Telecom e le sue capacità competitive passano per il mantenimento di una forte integrazione delle diverse divisioni e funzioni (rete, IT, customer, servizi di staff e vendita). Siamo contrari ad ogni scenario (sia esso di derivazione industriale o conseguenza di scelte proprietarie/finanziarie) in cui Telecom venga spezzettata. Per queste ragioni siamo molto preoccupati dalle recenti scelte aziendali di precostituire “scatole” per le attività di staff oggi (HRS), informatiche o di customer care domani. Come sindacato, purtroppo, avevamo visto giusto.”
“Ricordiamo infine – conclude Genovesi - che l’azienda deve ancora dimostrare tutto il proprio senso di responsabilità su temi importanti come il futuro del 119 e soprattutto (essendo oramai giorno il mese di marzo per la verifica dell’accordo del luglio 2009) il futuro di un migliaio di colleghi del 1254 che sono stati messi a settembre scorso in contratto di solidarietà”.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.



















