La tavoletta della legge di Steve Jobs/ L'Economist: l'iPad non salverà gli editori moribondi

Giovedì, 28 gennaio 2010 - 16:44:00

I tablet non salveranno gli editori deboli, ma è probabile che diano a quelli forti una spinta in più. E' il commento dell'Economist all'indomani della presentazione dell'iPad di Apple. Il settimanale dedica la copertina proprio a Steve Jobs, ritratto come una sorta di messia che annuncia al mondo la nuova tavola della legge (digitale) del mondo dell'editoria.

Economist 280110

In un editoriale, l'autorevole magazine economico osserva come, ancora un volta, Apple abbia preso un prodotto già esistente e abbia mostrato come farlo correttamente. Fu così nel 1984 quando lanciò il Macintosh: non fu il primo computer con interfaccia grafica comandata con un mouse, ma implementò questi concetti in un prodotto dalla grande usabilità. Altrettanto accadde nel 2001 quando fu lanciato l'iPod: i lettori di Mp3 esistevano già da un pezzo, ma quello era semplice ed elegante, così da portare la musica digitale al grande pubblico. E nel 2007, con la presentazione dell'iPhone: non certo il primo smartphone, ma Apple riuscì la dove altri avevano fallito, ovvero nel rendere l'accesso mobile a internet un fenomeno di massa.

E ora gli editori sperano che Jobs ce la faccia per la quarta volta: che l'iPad porti la gente a leggere le versioni digitali di libri, giornali e riviste in movimento. Certo, c'è chi teme che Apple possa acquistare in questo settore una posizione dominante, come è avvenuto nell'ambito della musica online, ma - osserva l'Economist - è meglio un mercato lanciato e dominato da Apple che un mercato inesistente o marginale.

L'iPad è una sorta un iPhone "vitaminizzato", con un grande schermo che lo rende un interessante e-reader e video player, ma anche con numerosi giochi e altri software prelevati proprio dall'iPhone. Apple spera che molti lo sceglieranno al posto di un notebook, creando un mercato di prodotti più grandi di uno smartphone ma più piccoli di un pc portatile, che siano al tempo stesso e-reader, lettori multimediali e console da gioco portatili.
Un'occasione per salvare le media company in difficoltà? Purtroppo no, conclude l'Economist: molti giornali locali soffrono per la migrazione dei piccoli annunci verso siti web dedicati, e non saranno certo i tablet a rilanciarli. Peraltro, visti i prezzi attuali di questi dispositivi, ci vorrà qualche anno prima che raggiungano davvero il mercato di massa, e per molte pubblicazioni quel momento arriverà comunque troppo tardi.

Discorso diverso per gli editori in salute, che potranno portare i loro contenuti sui tablet, dove sarà certamente più facile di quanto si possa fare sul web. Per loro, iPad e simili potrebbero portare a un passaggio generalizzato dei giornali al digitale, con conseguente taglio dei costi di stampa.
Ma alcune aziende editoriali stanno morendo, ribadisce in conclusione l'editoriale, e non sarà un nuovo gadget a resuscitarle. Nemmeno il tablet di Gesù-Jobs potrà fare miracoli.

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