Walt Disney italiano/ Iginio Straffi, padre delle Winx, ad Affaritaliani: così ho rilanciato il cartoon made in Italy nel mondo

Lunedì, 24 novembre 2008 - 13:16:00

di Nicole Cavazzuti

Comunicazione/ Il disegnatore Bruno Bozzetto ad Affaritaliani: "La riscossa dell'animazione nella pubblicità? Grazie al mix fra disegni e immagini vere"
L’hanno definito il Walt Disney d'Italia e il paragone non è per nulla azzardato. Igino Straffi, amministratore delegato della casa di produzione di animazione Rainbow e autore di "Winx Club", la serie televisiva con protagoniste sei fate diventata un caso mediatico e commerciale, ha infatti sdoganato nel mondo il cartone animato italiano e ora si appresta a conquistare anche le platee internazionali con lo spettacolo interamente sul ghiaccio “Winx on Ice”, primo musical tricolore esportato all’estero, attualmente in tournée per l’Italia. Affaritaliani lo ha raggiunto al telefono a Singapore, dove si trova il lancio del film “Il segreto del regno perduto”.

Hai sempre avuto passione per i fumetti?
“Sì, da piccolo divoravo Topolino, Soldino, Geppo. Poi sono passato al Corriere dei Ragazzi e agli albi della Bonelli: da Zagor a Black, fino a Macigno. Già dalle elementari ho cominciato a disegnare storie a fumetti e quando frequentavo il liceo ho iniziato a pubblicare le prime tavole”.

La gavetta è stata dura?
 “Molto. Nel 1995 ho fondato con altri soci Rainbow e ho cominciato a girare il mondo per mostrare i miei cartoni, ma ho dovuto superare il pregiudizio che gli italiani non fossero capaci di realizzare valide serie animate”.


Iginio Straffi
Quando sono arrivati i primi successi?
“Nel 1997, quando Rainbow ha vinto il primo premio nella categoria dei prodotti interattivi per bambini al Film Festival Avanca in Portogallo con il cd interattivo di Tommy & Oscar. Due anni dopo abbiamo prodotto insieme alla Rai l’omonima serie animata, trasmessa in 40 paesi. E’stato l’inizio della svolta: nel 2000 abbiamo sviluppato la property di Winx Club e l’anno dopo, in collaborazione con Gardaland, abbiamo creato la nuova serie Prezzy, mascotte del grande parco divertimenti, lanciata nel 2003”.

Come è nata l’idea del Winx Club?
“Dalla constatazione che erano anni che sul mercato mancavano film di animazione pensati per le bambine e poi ero interessato ad approfondire il lato psicologico delle donne nella fase di transizione tra i 16 i 18 anni”.

Qual è la filosofia alla base del progetto?
“Volevo diffondere la cultura italiana ed europea e riproporre in chiave moderna la lotta tra il bene e il male, rivalutando la figura della fata e superando la tradizione che voleva le fate belle e le streghe brutte. Ecco perché le protagoniste della serie sono tutte belle, con ali colorate e abbigliamento moderno. E vanno a scuola, come le bambine che guardano il cartone, in modo che le bimbe si identifichino con il mondo delle Winx”.

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