Basta con l'inglese/ Brunch? Meglio uno spunto. Il blog Stopinglese monitora il dilagare di termini inglesi sui mezzi di comunicazione
Basta con gli eccessivi "inglesismi" nella lingua italiana. È questo lo scopo del blog StopItanglese.it, dedicato a chi ama la lingua italiana, lanciato non a caso in occasione della commemorazione del 150mo anniversario dell’Unità d’Italia. 
Il progetto, curato da noti professionisti che per mestiere utilizzano “parole”, vale a dire il linguista e critico letterario Massimo Arcangeli con la sua squadra e l’agenzia di traduzioni Agostini Associati, ha lo scopo di monitorare nei prossimi mesi, a partire dal 15 marzo, l’incidenza del crescente fenomeno dell’itanglese: l’uso, talora smodato o snobistico, di termini inglesi da parte dei mezzi di comunicazione (dalla stampa alla radio, dalla tv alla pubblicità) e di società, persone famose e imprese. I risultati del monitoraggio saranno pubblicati a settembre.
L’idea nasce da un’indagine che ogni anno la società di traduzioni Agostini Associati conduce sulla base dei documenti tradotti dall’italiano verso altre lingue, evidenziando la tendenza degli italiani ad abbandonare alcuni vocaboli del proprio idioma a favore di parole inglesi, ritenute più alla moda.
“Come uno tsunami linguistico che investe la lingua italiana, la velocità di importazione e adozione dei termini inglesi aumenta all’aumentare dell’uso delle nuove tecnologie e della digitalizzazione dei rapporti sociali”, spiega Ale Agostini, socio di Agostini Associati; “È curioso notare come spesso alcuni termini inglesi 'importati' per prodotti tecnologici vengano ripresi e enfatizzati dai messaggi pubblicitari: un esempio fra tutti il termine 'smart', utilizzato inizialmente per la telefonia mobile ma oggi sfruttato in modo massivo dalla pubblicità anche di settori completamenti diversi”.
“Lanciare sterili anatemi, bandire inutili crociate, attestarsi su indifendibili posizioni di retroguardia contro l’invasore inglese è un conto - aggiunge Massimo Arcangeli - denunciare l’abbondante superamento del livello di guardia della sua presenza è un’altra cosa”.
I media monitorati nei prossimi mesi includono i quotidiani la Repubblica, Corriere della Sera, Il Giornale, Libero, La Stampa, Il Messaggero, i periodici L’Espresso e Panorama, le radio Rai Radio 1, Rai Radio 2, Rai Radio 3, le televisioni Rai Uno, Rai Due, Rai Tre, Canale 5, Italia 1, Rete 4 e La7, gli spot in onda su Rai 1, Rai 2, Rai 3, Canale 5, Italia 1, Rete 4.
Le sezioni monitorate comprenderanno, sui quotidiani e i periodici, gli articoli e i commenti firmati di prima pagina, di politica interna, di politica estera, di cronaca italiana, di economia, di cultura e spettacolo, di sport. Delle emittenti radiofoniche e televisive verranno esaminati i giornali radio e i tg delle fasce di maggiore ascolto, della pubblicità gli spot in onda dopo l’edizione pomeridiana o serale dei vari telegiornali.
StopItanglese.it si propone come punto di riferimento per coloro che al brunch preferiscono lo spuntino, correndo il rischio di essere meno trendy ma consapevoli del fatto che quella italiana è la lingua più studiata al mondo per puro piacere. Chiunque può diventare sostenitore del progetto: tutti i dettagli sono disponibili on-line all’indirizzo stopItanglese.it.



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