Start up: Longshot, magazine express in 48 ore
![]() La cover del secondo numero di Longshot |
I CONTENUTI - Il secondo numero, realizzato nel week-end fra il 29 e il 31 luglio, è dedicato al debito, tema di fortissima attualità in questi giorni negli Stati Uniti, che la rivista declina da diversi punti di vista, con un taglio di carattere più letterario/filosofico che non di stretta attualità politico-economica. In tutto 68 pagine realizzate con 672 contributi di giornalisti, scrittori, grafici, creativi, impegnati in un grosso esperimento di crowdsourcing e riuniti in una sorta di redazione/comunità letteraria digitale globale.
TEMPI FLASH - Il via per la corsa alla realizzazione del secondo numero di Longshot è scattato venerdì 29 luglio alle 15 pomeridiane. I collaboratori avevano 24 ore per riempire le indicazioni lasciate in bianco, ‘’Io sono in debito di… con…’’. Con gli unici vincoli di un minimo di 140 caratteri (stile Twitter) e di un massimo di 4.000 parole. Piccoli saggi, articoli, fotografie, disegni: la redazione di Longshot Magazine si è vista recapitare centinaia di documenti inviati online che ha dovuto rielaborare nella giornata di sabato per realizzare un giornale che fosse pronto per andare in stampa la sera di domenica, insieme alla sua edizione digitale. La Redazione ha lavorato nella sede del gruppo Gawker.com, a New York, in contatto via satellite con altri ufficio negli Stati Uniti e in Europa, e ha utilizzato come strumenti editoriali SubMishMash, Kickstarter, Google Docs, e MagCloud.
IL TEAM - Ispirati dalle possibilità offerte dalle tecnologie di stampa on demand e dalla collaborazione online, i fondatori di Longshot Magazine sono tre giovani giornalisti-imprenditori, Sarah Rich (freelance ed ex redattore di Dwell magazine) , Mat Honan (di Gizmodo.com) e Alexis Madrigal (di The Atlantic). "Eravamo curiosi di vedere che cosa si poteva fare con gli strumenti del print on demand e in poco tempo – racconta Sarah Rich -. Tutti e tre abbiamo un lavoro e quindi pensavamo a qualcosa che ci impegnase solo nel weekend".
MODELLO DI CROWDFUNDING - Il primo numero di Longshot (agosto 2010) aveva venduto oltre 2.500 copie, soprattutto attraverso il passaparola su Twitter e gli altri social network. Il titolo era “Comeback,” e costava 11 dollari. E se le startup vengono spesso accusate di non pagare i collaboratori, i tre animatori di Longshot assicurano che loro lo faranno. Per il secondo numero la redazione, su una pagina di Kickstarter, una piattaforma per il crowdfunding di idee e progetti innovativi, aveva fissato il proprio obbiettivo di contributi il 7.500 dollari, ma ne sono arrivati più del doppio: 17.007 dollari. E così potranno cominciare a pagare gli autori del primo numero. Ma Rich preferisce misurare il successo in altri modi, ricordando ad esempio di aver vinto un Premio speciale di 1.000 dollari (Knight-Batten Special Distinction award) e di essere indicati come un modello di giornalismo innovativo.



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