Giornalismo d'inchiesta/ Riccardo Staglianò presenta ad Affaritaliani "I cinesi non muoiono mai", firmato con Raffaele Oriani
Non potrebbe diventare anche un documentario per la tivù? 
"Lo sta diventando. Si chiamerà Little Miss China e ad prile uscirà nelle librerie, sempre per Chiarelettere, e poi speriamo anche in tv".
Lei e il suo coautore ci andate a mangiare al ristorante cinese in Italia?
"Sì, con nessun patema. Una notizia che nel libro non c'è è che a Prato, da quattro anni, una Asl controlla a tappeto tutti i ristoranti cinesi della città. Le infrazioni sono in media con quelle degli altri ristoranti economici e mai si è trovata carne di provenienza diversa da quella dichiarata".
I quartieri anche centrali delle nostre città vengono colonizzati dai negozi cinesi di cianfrusaglie. Non abbiamo nessun motivo di insoddisfazione, secondo lei?
"Che gli ingrossi siano in centro, come a via Sarpi a Milano, è un non senso anche per i cinesi. Però le sciure che si lamentano dei carrellini non dovrebbero poi andarsi a fare i capelli a 3 euro nei parrucchieri cinesi del quartiere".
Che mi dice della loro propensione a sputacchiare?
"Quelli che vengono dalle campagne sputano, è vero, come succedeva da noi qualche decennio fa. Multiamoli, come fanno in Cina, ma non promuoviamo questa vicenda a motivo di scontro di civiltà: è ridicolo".



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