Spot tv: è boom di testimonial trans
E’ un vero e proprio trend in crescita quello dei testimonial transessuali utilizzati come volti delle campagne pubblicitarie: dai trattamenti di bellezza sino alla moda, il testimonial ‘ambiguo’, e in qualche modo trasversale, è decisamente quello che tira di più tra i creativi delle agenzia di advertising.
In Italia lo ha intuito, battendo tutti sul tempo, Federico Montanari, brillante industriale a capo del Gruppo Dermal di Bologna che, per pubblicizzare i macchinari prodotti dall’azienda e destinati ai trattamenti per il rimodellamento del corpo, l’epilazione permanente e la luce pulsata, già due anni fa ha ingaggiato la trans più bella del mondo, Efe Bal preferendola alla supermodella tedesca Claudia Schiffer. La campagna shock, andata in onda per la prima volta nel 2010, è nuovamente on air in questi giorni sulle reti Sky e Mediaset ed è visibile anche su youtube.
‘Da un’indagine fra i nostri clienti è emerso che, oltre alla scelta della testimonial, anche il tono ironico della campagna è stato decisamente apprezzato, a riconferma del fatto che il concetto di bellezza e di cura del proprio corpo siano assolutamente trasversali.”, ha dichiarato Federico Montanari, AD dell’Azienda, in merito alla scelta della testimonial.
La scelta di Montanari, che l’imprenditore ha motivato come l’unica in grado di rappresentare “una bellezza senza distinzioni di genere”, ha già fatto scalpore sul web, anticipando una tendenza.
Gli ultimi in ordine temporale ad aver seguito Montanari, puntando su un modello di sesso maschile a discapito di una più rassicurante testimonial femminile sono i grandi magazzini Hema. La catena olandese - nota e diffusissima soprattutto nei Paesi del Nord Europa - ha ingaggiato un trans come modello di intimo femminile, l’androgino modello australiano di origine serbo-bosniaca Andrej Pejic, per pubblicizzare una marca di reggiseni push-up.
E’ un dato di fatto che, da qualche anno ormai, sempre più transessuali siano scelti come protagonisti di spot e campagne pubblicitarie, preferiti di gran lunga alle più famose colleghe donne. Accadde nel 1994 con la linea di cosmetici Viva Glam di Mac, che scelse come testimonial RuPaul al posto della dirompente e atletica ex bagnina di 'Baywatch' Pamela Anderson, fino ad arrivare ai giorni nostri. Riccardo Tisci, giovane e talentuoso designer della Maison di haute couture francese Givenchy, per la campagna della collezione autunno-inverno 2011, ha arruolato la transessuale Lea T. Nemmeno il più ‘maschile’ settore automobilistico è rimasto indifferente a questo trend: ultimamente Séat ha ingaggiato Vladimir Luxuria fra i volti del nuovo spot della Ibiza.
In seguito altri brand hanno scelto transessuali come volti delle proprie campagne. Fra le tante quello di una nota marca di epilatori, che sfrutta la proverbiale intolleranza al dolore tipicamente maschile, mostrando il protagonista proprio nell’atto di depilarsi le gambe, o quello di una compagnia di navigazione del sud Italia, che, di fianco all’immagine di una drag-queen, sottolinea l’“equivoco” con il claim «Be TRANSported», o ancora quello di Rai 4, che di fianco al direttore Carlo Freccero di trans ne ingaggia addirittura due.
La strada della pubblicità pare essere ormai segnata: che trans e drag-queen facciano veramente vendere di più rispetto alle loro affascinanti ‘colleghe’ donne?


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