Social network/ Facebook, Twitter & c. costano alle aziende 2,25 miliardi di dollari all'anno in termini di mancata produttivitÃ
Facebook, Twitter e gli altri social network costano alle aziende 2,25 miliardi di dollari all'anno in termini di mancata produttività. Il calcolo è della società di consulenza IT statunitense Morse, rilanciando il dibattito sull'opportunità di bandire o meno l'accesso ai social media dai computer aziendali. 
Ma è possibile adottare una misura così drastica? E conviene davvero? Il magazine online americano NewsFactor lo ha chiesto a rappresentanti di società e a giuristi, ricavandone risposte niente affatto univoche. Non tanto dal punto di vista legale, dal momento che è assodato che i datori di lavoro hanno il diritto di impedire ai dipendenti l'impiego dei pc aziendali per uso personale, inclusi il social networking e il personal blogging; piuttosto, dal punto di vista pratico va considerato che molte aziende sfruttano Facebook & C. a scopi di business e marketing: bannare l'accesso ai social network dagli uffici creerebbe quindi non poche difficoltà a quei dipendenti che li utilizzano per motivi di lavoro.
| Molte aziende impediscono ai dipendenti l'accesso a Facebook e Twitter: "Riducono la produttività". Sei d'accordo? |
Ma Lyn Mettler, fondatore di Step Ahead, società che realizza campagne di marketing sui social media per i propri clienti, sebbene sottolinei che "è inacettabile per un dipendente navigare sul web per ragioni personali durante l'orario lavorativo", tuttavia "internet e gli strumenti di social networking possono anche aiutarci nel nostro lavoro e restringere l'accesso a Facebook e Twitter potrebbe limitare le possibilità di nuovi business".
"Il problema non è Facebook", dice da parte sua Steve Balzac, presidente della società di consulenza 7 Steps Ahead; "In ogni caso è difficile impedire l'accesso ai social network, vista la diffusione degli smartphone che possono accedere a siti come Facebook. Piuttosto, i dipendenti sanno cosa ci si aspetta da loro e come saranno valutati. Se non rientreranno negli standard, il datore di lavoro potrà prendere le misure appropriate. Questo approccio rimuove le discussioni su Facebook e consente alle aziende di trattare i dipendenti come degli adulti e non dei bambini, dando allo stesso tempo ai dipendenti la possibilità di fare le loro scelte, una componente importante della motivazione".



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