Social games e pubblicità, binomio perfetto
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E anche in Italia (paese in cui Facebook ha una grande penetrazione e dove il poker online è il re dell’ecommerce) il bacino di utenti dei social games è in continua crescita. Le potenzialità del web marketing in questo settore, quindi, sono molto alte e quest'autunno di certo ne vedremo delle belle.
Un piccolo assaggio si è verificato già qualche mese fa, quando all'interno di un social game firmato PlayFish (Pet Society per l'esattezza) per due giorni si apriva un pop up che conteneva uno spot. Nonostante fosse piuttosto invasivo, l'utente poteva tranquillamente evitare la visione del video, ma era motivato a farlo grazie a una 'ricompensa': chi guardava tutto il filmato, infatti, riceveva in cambio una moneta virtuale, quelle che solitamente all'interno dei game si comprano con la carta di credito reale, e che servo a comprare oggetti virtuali che non si possono acquistare in nessun altro modo. Quella dei 'cash' è una delle revenew principali, al momento, dei produttori di social games che quindi creano sempre più prodotti: dalle fattorie di FarmVille ai mobili di Pet Society, ogni gioco ha i suoi 'oggetti del desiderio' per gli utenti privi degli agognati 'cash'.
Questa leva potrebbe rappresentare un'interessante punto di forza per l'adv, che potrebbe contare su un livello di attenzione e motivazione degli utenti ben più alto di quello che ottiene con altri mezzi.
UN PO' DI DATI - Per ciò che riguarda il business, la diffusione del social gaming ha dato vita ad un settore completamente nuovo che ha generato un giro d’affari di più di 700 milioni di dollari, negli Usa, nel solo 2009 (in molti pensano che entro il 2012, il fatturato si possa triplicare!). La maggiorparte dei ricavi provengono dalla pubblicità, e dalla vendita di beni e moneta virtuale. 
Fonte eMarketer
In particolar modo le forme di pubblicità che si stanno sviluppando maggiormente in questo segmento, su cui sembrano puntare le grandi marche mondiali, sono basate sullo scambio tra beni o moneta virtuale, molto appetibili per gli utenti, per proseguire nel gioco (mi riferisco per esempio ai vari oggetti di Farmville, per costruire la propria fattoria, o ai “fantadollari” che permettono di migliorare il proprio ristorante in Restaurant City) e il diventare fan di una brand page o accettare di guardare un video promozionale.
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Microsoft, McDonald’s e Sony si sono già lanciate in questa nuova frontiera dell’advertising, peraltro con buoni risultati. Ora resta da capire se il fenomeno è destinato a durare, come sembra, e soprattutto in che modi renderlo davvero efficace a livello business.



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