Ecco perchè YouTube pagherà la Siae

Mercoledì, 28 luglio 2010 - 15:18:00

Youtube 2

"Per YouTube il valore dell'accordo è quello di rispettare i diritti degli autori. Chi è il proprietario dei diritti della musica di un video su YouTube riceverà un compenso", ha aggiunto la portavoce di GoogleAnche in Italia Google raggiunge un accordo con i detentori dei diritti.

SIAE e YouTube hanno annunciato di aver siglato un accordo di licenza che copre "l'uso della musica in streaming nei video in Italia attraverso la piattaforma": il Tubo sarà autorizzato ad ospitare i videoclip delle opere registrate presso SIAE, mentre gli autori, compositori ed editori musicali rappresentati da SIAE saranno ricompensati "quando viene utilizzata la loro musica".

La società italiana degli autori ed editori (Siae) e YouTube hanno sottoscritto un contratto di licenza per la musica in streaming nei video in Italia trasmessi dal sito di proprietà di Google, che non comporterà comunque alcun pagamento da parte degli utenti.

Non divulgati i dettagli economici, ma gli autori protetti dovrebbero essere ricompensati proporzionalmente ai clic che attireranno, secondo alcune indiscrezioni sarebbe compreso tra uno a quattro millesimi di euro a clic. Il modello dovrebbe essere quello di altri accordi simili già siglati da Google con i rappresentati degli aventi diritto di altri paesi.

Secondo una portavoce di Siae, che non ha voluto indicare cifre, l'accordo con Google prevede diversi "scaglioni" di pagamento. "E' un'informazione riservata", ha detto una portavoce di Google a Reuters. "Ma comunque l'accordo non avrà ricaduta sugli utenti".

La licenza dura tre anni, fino al 31 dicembre 2012, e prevede il pagamento di compositori ed editori musicali rappresentanti da Siae per l'utilizzo della loro musica nei video di YouTube.

"Per YouTube il valore dell'accordo è quello di rispettare i diritti degli autori. Chi è il proprietario dei diritti della musica di un video su YouTube riceverà un compenso", ha aggiunto la portavoce di Google.

Secondo Fimi, la Federazione dell'Industria Muiscale Italiana, tra il 2007 e il primo semestre di quest'anno, le case discografiche hanno otenuto ricavi per oltre 5 milioni di euro, con una crescita del 27% dei proventi solo negli ultimi sei mesi.

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