Internet e copyright/ Altroconsumo: la Siae? Costa 193 milioni all'anno. Soldi in gran parte buttati
Per fortuna esistono le nuove tecnologie, che aprono nuovi orizzonti soprattutto ai nuovi autori e a chi non ha un contratto forte con una casa di produzione. Orizzonti che il sistema Siae, fondato nell'800, non è in grado di coprire, né per flessibilità, né per costi di accesso equi e competitivi.
Con la campagna DirittodiRete, Altroconsumo sta portando avanti le istanze dei consumatori nell'era del digitale. Un'era in cui autori e utenti non sono più soggetti distinti: produrre opere, distribuirle e fruirle (ad esempio su piattaforme come YouTube o MySpace) è attività quotidiana per moltissimi utenti di internet. Di conseguenza, l'autore che voglia vedere remunerata la propria creatività al centesimo, anche in Rete, ha bisogno di nuovi soggetti con nuovi strumenti di monitoraggio, realizzabili con i sistemi digitali disponibili.
Internet mette quindi in discussione il sistema di distribuzione tradizionale dell’industria dei contenuti e i suoi ritardi ad adattarsi ai nuovi scenari della società dell’informazione.
I diritti di proprietà intellettuale - sottolinea Altroconsumo - sono essenziali per lo sviluppo del patrimonio culturale ma vanno contemperati con l’irrinunciabile rispetto di altri diritti fondamentali dei cittadini, quali la privacy e l’accesso alla cultura, al di là della necessità di combattere la cosiddetta pirateria.



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