Internet e copyright/ Altroconsumo: la Siae? Costa 193 milioni all'anno. Soldi in gran parte buttati

Sabato, 25 aprile 2009 - 13:30:00

La difesa dei discografici/ Mazza (Fimi): "Innovazione e tecnologie fanno parte del mercato"
La Siae? Costa 193 milioni all'anno. Soldi in gran parte buttati, dal momento che la  Società italiana autori ed editori è legata a un sistema di distribuzione delle opere dell'ingegno vecchio di oltre un secolo, risultando sempre più inutile in un mercato multimediale dominato da internet e dal digitale.
E' il tema al centro della tavola rotonda su "Internet, diritto d’autore e libertà di informazione in Rete", organizzata a Roma da Altroconsumo per analizzare i possibili scenari futuri di un mercato che da tempo fatica a innovarsi, ma deve farlo, salvaguardando le enormi opportunità rappresentate da internet in termini di sviluppo della libertà di informazione, partecipazione democratica ed efficienza del mercato stesso.


(fonte: Altroconsumo)
Secondo i dati forniti dall'associazione dei consumatori, sono 743 i milioni di euro incassati nel 2007 dalla Siae e, di questi, 109 milioni sono stati trattenuti dall’ente come compenso per le sue attività.
Queste le cifre: per la vendita di biglietti e servizi di vidimazione, la Siae incassa quasi 16 milioni di euro, di cui ben 12 milioni derivano dai bollini apposti sui libri (su richiesta dell'autore o dell'editore) e sui prodotti multimediali, questi ultimi sospesi da una sentenza della Corte di giustizia di Strasburgo e poi reintrodotti in Italia grazie al decreto 31/2009 di inizio aprile della Presidenza del Consiglio dei ministri. Decreto contro il quale Altroconsumo è intervenuta al Tar del Lazio.

Dall’analisi del bilancio 2007 della Società, far funzionare la macchina costa complessivamente 193 milioni di euro, di cui il 76% solo per il personale. Il bilancio prevede costi superiori ai ricavi di oltre 30 milioni di euro: emerge un pareggio contabile solo per la gestione finanziaria, considerata nel 2007 in attivo, nonostante fosse costituita, tra l'altro, da titoli Lehman Brothers, non proprio un ottimo investimento.

Un autore che si iscrive alla Società deve pagare 220 euro e ogni anno successivo rinnovare l'adesione per 91,50 euro, guadagnando così il diritto al controllo dell'utilizzo dell'opera, riscuotendone i diritti. Ma pensare di essere remunerati per la propria creatività in questo modo è un'illusione: secondo Giorgio Assumma, presidente Siae, oltre la metà degli iscritti tra gli autori musicali sono in perdita, cioè guadagnano meno, in diritti, di quanto spendano per l'iscrizione.
Va decisamente meglio all’estero, tanto che, per un autore musicale, iscriversi a una società straniera è meno costoso, anche perché dovrà pagare solo una volta: con PRS, in Gran Bretagna, il costo è di 10 sterline, con Sacem in Francia 119 euro, con Sgae in Spagna 15 euro.

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