Sgarbri contro la Rai/ "La nuova d.g. Lei non si fida di me, vuole mandarmi in onda in differita. Ma io voglio la diretta come Santoro e Floris"
Nessuna registrazione, ma una trasmissione in diretta come quella di Santoro e Floris. Lo reclama Vittorio Sgarbi, che ha convocato la stampa negli Studios di via Tiburtina a Roma per puntare il dito contro la Rai dalla quale, dice, "non mi sento gradito". Ragione per la quale è pronto a rinunciare, "magari con una trattativa come quella che riguardò Enzo Biagi, che - ricorda - andò via trattando per ottenere 30 miliardi di lire". 
La questione è la trasmissione televisiva che il critico avrebbe dovuto mettere in onda il 18 maggio e che, ad oggi, è ancora incerta. Solo mercoledì, infatti, racconta Sgarbi, ha saputo che la sua trasmissione non andrà in onda. Secondo il critico il nuovo direttore generale della Rai Lorenza Lei vuole impedirgli di farla perché non si fiderebbe di lui.
"Sono sei mesi che sto lavorando a questa trasmissione - dichiara - e solo oggi mi dicono che non andrà in onda. Sono l'unico - si lamenta Sgarbi - ad essere trattato così. Mi hanno chiesto di andare in onda in differita", prosegue spiegando che, però, lui non potrà registrarla il 17 perchè la sua agenda è piena di appuntamenti. Altro nodo è il titolo della trasmissione, "Il mio canto libero", che, come annuncia Sgarbi, l'Ufficio legale di viale Mazzini ha stoppato per timore di problemi legali con la vedova di Lucio Battisti.



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