Sorpresa: la tv è rinata

Mercoledì, 17 novembre 2010 - 14:26:00

di Fulco Ruffo

L’effetto Fazio-Saviano mi ha fatto riscrivere completamente un appunto sul confronto tra nuovi e vecchi media, che partendo da una riflessione sulla “pornografia” della vicenda della famiglia Scazzi promossa qualche giorno fa sulle pagine di Affaritaliani.it, e dal processo mediatico-giudiziario che ormai travalica quello strutturato nelle aule e rispettoso dei codici, concludeva chiedendo agli intellettuali di entrare in contatto diretto con i giovani attraverso i nuovi media, abbandonando la televisione al suo destino di contenitore-spazzatura, per aiutarli a crescere.

I tre-quattro milioni di spettatori che preferiscono guardare un programma dichiaratamente culturale e politico anziché il grande fratello (chiedo scusa, ma proprio non riesco a scriverlo maiuscolo), dimostrano però che è possibile invertire la rotta anche in TV, e che non è necessario rifugiarsi nei canali via cavo o satellitari per respirare un’aria diversa. Anche se sicuramente Masi ha fatto un capolavoro pubblicitario per il lancio del programma, e se a valle dell’ultima puntata le dichiarazioni del Ministro Maroni ne aumentano ulteriormente la popolarità, i 9 milioni di spettatori non si spiegano se non con una riflessione sui contenuti: evidentemente, sono piaciuti.

Ha ragione da vendere Cacciari quando sostiene che il programma è politico, e che bisogna smetterla di fare ipocrisia, ma questo rende ancora più interessante l’esperimento prodotto da Endemol (proprietà Mediaset) e trasmesso dalla RAI, perché probabilmente non esiste un precedente simile, se non andando a ripescare nel medioevo mediatico monopolistico del bianco e nero. Un mix di cultura e politica, che non finisce in rissa e non punta alle pruderie sessuali dei personaggi pubblici, un programma tutto sommato raffinato, come era raffinato il teatro di Dario Fo negli anni ’70, costituisce senza dubbio il più grosso successo dell’anno e apre degli spazi significativi di sviluppo in un panorama che ormai appariva consolidato e fossilizzato.

Non è più la politica-spettacolo, la politica-portinaia o peggio ancora la politica-rissa a tenere banco, ma qualcosa di simile ad una discussione da centro culturale o da assemblea studentesca, dove la storia recente e non viene utilizzata per fare politica e per spingere il pubblico a riflettere sul proprio presente e sul prossimo futuro. Come in tutti i centri culturali che si rispettino, la figura del Compagno anziano ha un ruolo centrale: leader tormentato magari un po’ pedante, vestito in modo ragionevolmente trasandato così che non riesci a capire se è proprio così o ci fa, ma che nessuno si sognerebbe di contestare nel suo ruolo per via di quello che ha passato.

Oltre al leader ha un ruolo importante anche il Compagno simpatico, quello che si incarica di alleggerire la discussione per evitare che tutti comincino a scappare o a pomiciare con la propria vicina, e così pure importanti sono i Compagni che a turno vengono a raccontare all’assemblea le proprie esperienze. Ecco, è esattamente questo ambiente che i creatori del programma hanno messo in onda. Saviano non mi è simpatico, lo trovo spesso noioso e fazioso, ma tutti devono oggi secondo me dargli il merito fondamentale di aver provato a demolire il muro che ormai da troppo tempo separa gli Intellettuali di questo paese dalla gente, e di esserci riuscito alla grande.

Sarebbe bello che anche altri suoi colleghi lo seguissero il più rapidamente possibile, trovando la formula giusta per comunicare quello che pensano da dove si trovano: destra, sinistra, centro e tutte le sfumature possibili. Questo sarebbe pluralismo vero, perchè il diritto di replica non può essere quello di un ministro che si lamenta perché hanno parlato male del suo partito. Mi piacerebbe invece vedere in una trasmissione analoga il direttore del suo Centro Studi Carlo Cattaneo cercare di confutare quello che ha detto Saviano nella prima puntata sul federalismo.

Siamo in uno dei più difficili momenti che il nostro paese abbia mai affrontato, probabilmente ci arriverà una stangata micidiale nelle costole sotto forma di prelievi straordinari, molta gente sta rimanendo e rimarrà senza lavoro. Il governo è in crisi come pure mostra le corde il sistema politico retrostante, e non solo nel centro-destra come dimostrano anche le primarie a Milano. Ragazzi, è possibile. Scendete in campo e fatevi vedere, adesso. Abbiamo bisogno dei vostri stimoli, per aiutarci a capire come stanno veramente le cose, dove stanno i problemi, e trovare tutti insieme come accidenti fare a far ripartire questo paese così fermo su sé stesso.

 

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