Santoro/ Il mistero continua. 'Interrotte le trattative con La7'. Ed è bufera
| Di Giuseppe Baiocchi Il berlusconismo è agli sgoccioli se mollano Santoro e Annunziata... Un piccolo sforzo con i Lerner e Ferrara ed è fatta... |
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Il mistero sul destino di Michele Santoro continua.
Una nota di Telecom Italia Media ha reso noto che "sono state interrotte le trattative con Michele Santoro a causa di inconciliabili posizioni riguardo alla gestione operativa dei rapporti tra autore ed editore".Dopo la conclusione del rapporto con la Rai, si era avviata una trattativa tra il giornalista e la società per la conduzione di un programma su 'La7'.
Telecom Italia Media chiude in calo a -2,91% in Borsa dopo l'annuncio dello stop alla trattativa per un passaggio di Santoro a 'La7'.
SANTORO VA ALL'ATTACCO - "Un accordo praticamente concluso, annunciato dallo stesso telegiornale dell'editore coinvolto, apprezzato dal mercato con una crescita record del titolo, viene vanificato senza nessuna apprezzabile motivazione editoriale".
Cosi' Michele Santoro commenta l'annuncio de La7 sulla rottura delle trattative per un suo passaggio, insieme al gruppo di lavoro di 'Annozero', sulla rete. "Siamo di fronte - dice il conduttore in una nota - ad una nuova, eloquente ed inoppugnabile prova dell'esistenza del nostro Paese di un colossale conflitto di interesse".
Il giornalista precisa che "naturalmente non possiamo fornire le prove dell'esistenza di interventi esterni ma parla da solo l'interesse industriale che avrebbe avuto La7 ad ospitare un programma come il nostro nella
sua offerta. Improvvisamente - sottolinea Santoro - ci sono stati posti gli stessi problemi legali che la Rai pone a Milena Gabanelli e norme contrattuali che noi consideriamo lesive della liberta' degli autori e dei giornalisti.
| LERNER & MENTANA IN UNA NOTA COMUNE ALL'ANSA: "Siamo molto dispiaciuti dell'interruzione della trattativa per portare Michele Santoro a La7. Non solo perchè la sua è una voce importante nel panorama della libera informazione, ma anche perchè siamo convinti che una trattativa condotta più sobriamente avrebbe limitato le interferenze esterne, comunque inaccettabili, e favorito un accordo professionale basato sui principi dell'autonomia e della lealtà reciproche, già vigenti a La7. Ci chiediamo, inoltre: che bisogno c'era - dicono ancora Lerner e Mentana - di decidere e annunciare con questa fretta lo stop alla trattativa con Santoro? Ci auguriamo che si possa riprendere più serenamente il filo della trattativa nell'interesse di tutti, come suggeriscono le ragioni del libero mercato" TI Media: interrotte le trattative con Santoro, titolo accelera al ribasso |
Per non tradire le attese del pubblico, ci siamo impegnati a farci carico dell'eventuali conseguenze legali delle nostre trasmissioni, ad autoprodurle e a procedere per gradi, senza un contratto quadro, con una prima serie di 11 puntate. In questo modo, sia noi che l'editore, avremo potuto liberalmente valutare l'opportunita' di continuare la collaborazione". Santoro aggiunge "ricordiamo a tutti che il dottor Stella, amministratore delegato di Ti Media aveva pubblicato dichiarato che non c'erano divergenze economiche e che la La7 non aveva nessun problema a mettere in onda un programma come 'Annozero'. Un programma che, tra infinite difficolta' e attacchi di ogni tipo, e' sempre stato realizzato in completa autonomia". Santoro si chiede "perche' hanno cambiato idea? Chi ha interesse ad impedire che si formi nel nostro Paese un Terzo polo televisivo che rompa la logica del duopolio?". Infine, il conduttore sottolinea "per tornare a crescere, l'Italia deve liberarsi del conflitto di interesse e di tutti coloro che non hanno avuto il coraggio di opporgli le ragioni della liberta' di opinione e della liberta' di mercato. Sulla scia del
successo di 'Tutti in piedi' (kermesse tv organizzata da Santoro il 17 giugno a Bologna, con la Fiom, ndr), con l'aiuto
fondamentale del pubblico, dimostreremo presto che un Paese semilibero non ci basta. Tutto cambia".
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E LUCIA ANNUNZIATA SI DIMETTE...
Lucia Annunziata si e' dimessa. Non fara' piu' "In 1/2 ora". Ad annunciarlo e' la stessa giornalista precisando che si tratta di "dimissioni definitive" presentate stamane al direttore generale Lorenza Lei. La Annunziata si sarebbe dimessa in polemica con il direttore di Rai3. "Il direttore Paolo Ruffini - ha spiegato - ha detto di ritenere impossibile continuare a lavorare con me dopo la mia intervista al Messaggero".
LE CAUSE.../ Lo spostamento ad un'altra rete Rai, forse a Rai2. Sarebbe questa - secondo indiscrezioni raccolte
dall'Agi - la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha spinto Lucia Annunziata a rassegnare le dimissioni dalla Rai, ovvero rinunciare al programma 'In mezz'ora' del pomeriggio domenicale di Rai3. A quanto pare il direttore della terza rete, Paolo Ruffini, avrebbe chiesto al Comitato editoriale (una sorta di 'direttorio' che sovrintende alle tre reti e che e' composto non solo dai direttori di Rai1, Ra2 e Rai3, ma anche dal vicedirettore generale responsabile dei palinsesti, ndr) di spostare ad un'altra rete il programma della Annunziata. Una richiesta maturata dopo le dichiarazioni della stessa giornalista a un quotidiano nazionale, nelle quali venivano usati termini pesanti che rimandavano a metodi "mafiosi". Qualche giorno prima di queste dichiarazioni c'era stato un altro episodio emblematico dello stato non proprio sereno negli ambienti Rai. Alla presentazione dei palinsesti autunnali, la Annunziata aveva abbandonato l'auditorium Parco della Musica non appena si era accorata che nella brochure di Rai3 tra i programmi previsti non c'era il suo, oltre ad altri. Il direttore di rete Ruffini, venuto a conoscenza di questa
reazione, si era subito preoccupato di chiarire che si era trattato unicamente di un disguido nella messa a punto del testo della brochure, ovvero il fatto che non fosse scritto non significava che il programma della Annunziata non fosse nei progetti di Rai3. Evidentemente nei giorni a seguire, altri elementi hanno determinato una rottura cosi' clamorosa.



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