Rai, da Santoro la prima grana per Lorenza Lei
di Pietro Mancini
Trattative tra Stato e boss mafiosi nel 1993. Giovanni Brusca ha mitragliato Silvio Berlusconi e il demitiano Nicola Mancino, uno dei tanti, mediocri e tutt'altro che coraggiosi esponenti della Dc succedutisi al ministero degli Interni. Ma nessuno ha sciolto il vero nodo: l'abolizione del 41bis per più di 100 spietati capi delle cosche stragiste, decisa dal Guardasigilli, Giovanni Conso, all'epoca del governo Ciampi, con Oscar Luigi Scalfaro al Quirinale.
Intanto, "Uolter" Veltroni, l'eterno perdente della sinistra, che adesso, dopo aver disdetto l'aereo per lo Zaire e la Costa d'Avorio (dove sono segnalate manifestazioni di giubilo...), per sfrattare il Cavaliere da Palazzo Chigi si è affidato al "compagno assassino" Brusca, l'"Ammazzacristiani". Questo "gentiluomo" ha stecchito più di 100 persone, sciolse nell'acido un bambino, figlio del pentito Di Matteo e ha modificato, diverse volte, le sue deposizioni.
A Veltroni, definito dai dalemiani il "Clinton della Garbatella", novello Sherlock Holmes anti-mafia, mancano solo il cappello e la pipa del commissario inglese...
Sulla gestione dei pentiti Pier Luigi Bersani, ben consigliato dal nemico dell'ex segretario del Pd, il furbo Max D'Alema, è stato molto più prudente e, opportunamente, cauto. Mentre "Linea notte" del Tg3, diretto dalla "zarina rossa", Bianca Berlinguer, ha completamente ignorato il "caso 41bis-Conso-Ciampi".
E giovedì sera, ovviamente, "Annozero" di Santoro e Travaglio, nell'ennesima "udienza" del processone televisivo al premier, darà spazio, senza contraddittorio, al "collaboratore a gettone", il sanguinario "Scannacristiani" Brusca. La prima grana per la nuova direttrice generale della Rai, Lorenza Lei, sollecitata dalla maggioranza a battere il primo colpo contro la Rai faziosa e giustizialista di "Sant'oro"!



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