Rumors/ Santoro? L'ha fatto fuori Lorenza Lei, vicedirettore generale Rai. Che ora si prepara a fare le scarpe a Masi...
![]() Michele Santoro |
Del resto, assicurano i bene informati, a Palazzo Chigi e dintorni le quotazioni di Masi sono da tempo in netto ribasso, tanto che per lui sarebbe pronto un bel trasloco da viale Mazzini alla Corte dei Conti. E in pole position per la successione, soprattutto alla luce dell'"operazione Santoro", ci sarebbe proprio la Lei, che gode di buoni appoggi non solo nel centrodestra, ma anche (e scusate se è poco) fra le alte gerarchie ecclesiastiche. Oltre a essere molto vicina all'ex d.g. Rai Agostino Saccà.
L'unico in grado di tenerle testa nella corsa al dopo-Masi sembra essere Antonio Verro, berlusconiano doc, ex manager Edilnord (la società immobiliare della famiglia Berlusconi) e attualmente nel cda della tv di Stato. Il suo nome, a quanto si dice, è circolato in più di un'occasione nelle riunioni a Palazzo Grazioli in cui si è parlato del futuro della Rai.
Intanto Santoro viene "scaricato" anche dai consiglieri di opposizione nel Cda Rai: "Comprendiamo lo stato d'animo di Michele Santoro la cui libertà di autore e conduttore abbiamo sempre difeso con convinzione, ma una cosa deve essere chiara: 'Annozero' era stato già inserito nei palinsesti autunnali, se non andrà in onda la decisione sarà solo di Michele Santoro", affermano in una nota congiunta i consiglieri di amministrazione della Rai Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten.
"Alcune notizie riportate oggi dai quotidiani sulla vicenda di Michele Santoro - precisano i due consiglieri - meritano a nostro giudizio alcune precisazioni. Non e' vero che è stato questo consiglio di amministrazione a decidere di ricorrere in Cassazione contro la sentenza di secondo grado che ordinava il reintegro di Michele Santoro. L'unica delibera su questa materia, che riguardava il ricorso contro la sentenza di primo grado, è stata assunta dal precedente consiglio a maggioranza con il voto peraltro contrario del presidente Claudio Petruccioli e dei consiglieri Sandro Curzi, Carlo Rognoni e Nino Rizzo Nervo".
"Abbiamo appreso della trattativa di Michele Santoro con l'azienda - aggiungono - soltanto nel consiglio di amministrazione di martedì scorso. Abbiamo detto con chiarezza che rinunciare ad una trasmissione come Annozero sarebbe stato un grave errore editoriale ed abbiamo votato "si" perché pensiamo che non si possa costringere un professionista a continuare a fare qualcosa che non vuole piu' fare. Il presidente Garimberti aveva, infatti, comunicato al Cda di aver parlato al telefono con Michele Santoro e che il conduttore auspicava la più ampia condivisione in consiglio della proposta del direttore generale".
"Martedì abbiamo soltanto dato mandato al direttore generale - concludono Rizzo Nervo e Van Straten - di proseguire il negoziato e valuteremo i termini dell'accordo quando il testo definitivo sarà portato in consiglio per l'approvazione".
E intanto non si placano le polemiche sulla presunta buonuscita milionaria per Santoro: "Trovo incredibili, in un periodo di forte crisi economica, le cifre riportate da alcuni organi di informazione relative alla buonuscita con cui la Rai sembra aver risolto il contratto che legava Michele Santoro alla Tv nazionale", dice il deputato del Pdl Mariella Bocciardo; "Ero già fortemente perplessa nel constatare come un Ente pubblico, quindi pagato con i soldi di tutti i contribuenti, abbia permesso al paladino della moralità Michele Santoro la messa in onda di trasmissioni quali 'Annozero', faziose, cariche di livore, se non proprio d’odio, nei confronti del Governo e del premier Silvio Berlusconi. Ora – conclude Bocciardo -, mi chiedo, alla luce delle cifre a sei zeri annunciate, che posizione prenderanno gli ipocriti guru della 'libera' informazione?".
Sull'argomento arriva anche una nota di viale Mazzini: "Lo schema di accordo proposto dal direttore generale e votato dal Consiglio di Amministrazione ( 7 voti a favore e 2 astenuti) e' in linea con casi analoghi e conforme alla normativa vigente in materia giuslavoristica e alla governance aziendale. Si tratta di una normale applicazione della normativa generale sull'esodo incentivante per i dirigenti d'azienda, affiancata da un accordo commerciale del tutto vantaggioso per Rai che acquista da un professionista prestigioso programmi e prodotti televisivi di qualita' a prezzi inferiori a quelli medi di mercato e per almeno due anni. Si ribadisce che in questo modo - conclude la nota - Rai sperimenta nuovi linguaggi e nuovi prodotti a costi assolutamente di mercato mantenendo la
collaborazione con un giornalista/autore di indiscusse capacita' professionali".



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