Rai/ Saccà: "Masi, fai bene a dimetterti. E Lorenza Lei è perfetta"

Sabato, 9 aprile 2011 - 13:00:00

Agostino Saccà
Agostino Saccà
"E' la persona giusta per la Rai in questo momento". Così Agostino Saccà - ex direttore generale Rai - commenta con Affaritaliani.it la probabile nomina a nuovo direttore generale di Lorenza Lei, "scoperta" in Viale Mazzini proprio da Saccà, che la volle a capo della sua segreteria.

Lorenza Lei è stata capo del suo staff in Rai. Come vede la sua candidatura?
"Intanto aspettiamo a vedere se la nomina arriverà davvero, anche se ritengo di sì. Lorenza Lei è una persona molto adatta per il momento che la Rai sta passando, perché conosce molto bene l'azienda e tutti i suoi meccanismi decisionali, editoriali e gestionali. Ed è molto riconosciuta dall'azienda stessa, che in questo momento ha la necessità di riconoscersi in un capo, in una guida. Posso parlare della Lei per esperienza personale. Ha lavorato con me quando ero direttore di Rai Uno e le diedi la promozione a capo struttura di finanza, pianificazione e controllo: era stata bravissima nel ridurre di 80 miliardi in pochi mesi i costi della rete. Eravamo dopo l'11 settembre, c'era stata crisi nella pubblicità e bisognava tagliare i costi. Oggi in Rai c'è quella stessa necessità di ristrutturazione. E anche quando, sempre con Lorenza Lei, arrivammo alla direzione generale, riuscimmo in un anno ad azzerare una perdita di 120-130 milioni di euro. La Rai perdeva allora 250 milioni di euro di pubblicità ed era una tragedia, ma riuscimmo, aumentando perfino gli ascolti, a  tagliare su base annua circa 170-180 milioni di costi. Lorenza Lei ha un talento particolare nei controlli di gestione, ma ha anche grande capacità editoriale, aspetto molto importante quando bisogna scegliere come ridurre le spese".

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Come l'ha conosciuta?
"Mi segnalò il suo nome Renzo Arbore quando era direttore artistico di Rai International: allora Lei lavorava al marketing di Valentino ed io conoscevo molto bene Arbore, perchè ero stato vicedirettore di Rai Due ai tempi di 'Indietro tutta'. Facemmo quell'assunzione, mentre io ero nello staff della Moratti, e mai assunzione fu più benedetta per quel che mi riguarda e riguarda l'azienda. Una persona molto capace".

Della vicenda Masi che idea si è fatto?
"Ritengo che essendoci un conflitto difficile da sanare tra consiglio e direzione generale, Masi andando via dimostra un grande senso dello Stato. D'altronde è più difficile che se ne vada un Cda che non un d.g. Masi fa un passo indietro, un sacrificio per consentire all'azienda di andare avanti. Questa comunque è una mia lettura personale: non ho elementi se non quelli di un osservatore che conosce le cose".

Lorenza Lei
Lorenza Lei

Di cosa ha bisogno la Rai adesso, secondo lei?
"L'azienda ha bisogno di certezze, economiche innanzitutto. Serve il recupero dell'evasione del canone, come già dichiarato dal ministro Romani, per riportare a zero l'indebitamento. Così come hanno già fatto altri 16 Paesi europei. Il recupero automatico, attraverso il pagamento della bolletta elettrica o altri sistemi automatici, permetterà di risanare i conti e di collocarsi meglio sul servizio pubblico, articolando il prodotto tra cinema, fiction, musica e teatro. Prima fare teatro sulle reti generaliste era impossibibile, se non ad ore tardissime, col digitale invece si possono fare teatro e musica seria. Se la Rai recupera il canone, una parte delle risorse può andare a sostegno dell'industria culturale del paese. Secondariamente, c'è anche bisogno chiarezza rispetto al rapporto con la Corte dei Conti. E' strano che la Rai, a differenza di tutte le altre società dello stato come Poste e Ferrovie, che pure non sono in regime di concorrenza, abbia il controllo della Corte dei Conti, che la paralizza. Che nn vuol dire controllo sui costi, che hanno tutti, ma controllo giurisidizionale, come se fosse un Comune, una Provincia, una Regione. Così non può stare sul mercato, sulla concorrenza, è una situazione che la paralizza. Bisogna portarla al livello di tutte le altre aziende spa pubbliche in regime di concorrenza, come l'Eni o l'Enel. In questo senso c'è stata una delibera unanime del Cda qualche settimana fa che chiede questo cambiamento al governo e a Parlamento: la Rai va messa in grado di competere come le altre aziende pubbliche in regime di concorrenza".

Maria Carla Rota

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