Rai/ Morri, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza: "Alla riunione di mercoledì esprimeremo candidature per cda. E non ci sarà posto per l'Idv"
Rischia di saltare la riunione della Commissione di vigilanza Rai in programma mercoledi, in quando il Pd, spaccato, potrebbe non presentarsi. Lo riferiscono fonti del Pdl ad Affaritaliani.
Un eventuale annullamento della riunione porterebbe a una serie di conseguenze a catena, prima fra tutte la mancata nomina del nuovo cda, ma l'ipotesi viene seccamente respinta da Fabrizio Morri, capogruppo del Pd in Commissione: "Il Centrodestra - dice il senatore ad Affari - si rifiuta di aprire un confronto per eliminare quanto stabilito dalla Gasparri, che assegna alla Rai una maggioranza politica, che coincide con quella che vince alle elezioni. Noi, e non da ieri, lo consideriamo una sciagura per la Rai e per la sua credibilità: purtroppo non siamo riusciti a modificare la legge nella precedente legislatura, troppo breve. Nei giorni scorsi abbiamo depositato un ddl per modificare la governance della tv pubblica: forse è per questo che il Pdl diffonde voci di litigi interni al Pd e di boicottaggi della Vigilanza da parte nostra".
Sui nomi che il Pd proporrà per il cda Rai, Morri non anticipa nulla ("Il coordinamento che presiedo si ritroverà martedì o mercoledì per decidere, sarà questione di dieci minuti, ma di certo se saremo costretti mercoledì a fare dei nomi, esprimeremo candidature in linea con il nostro ddl, professionisti capaci e al di sopra delle parti politiche"), è tuttavia molto probabile che non ci sarà spazio per l'Italia dei Valori di Di Pietro: "Non credo proprio che ci sarà spazio, visto che tengono a far sapere di non avere chiesto alcun posto nel cda Rai".
L'ipotetico annullamente della riunione della Vigilanza Rai potrebbe portare alla paralisi della Rai: tutto sarebbe rinviato a dopo il 24 febbraio, quando ci sarà la sentenza della Consulta su Petroni. E sembra che stessa Consulta definirà illegale la norma e chiederà la revisione della Legge Gasparri, con un rinvio sine die di ogni rinnovo. Il che significherebbe la paralisi per la Rai.



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