Rottura a Il Mattino/ Lo stato di crisi provoca tensioni fra giornalisti e sindacato

Mercoledì, 19 agosto 2009 - 16:21:00

(da Fasipress.it)

Dopo la firma “chiacchierata” del protocollo che sanciva lo stato di crisi per Il Mattino, le reazioni sono state varie. C’è chi, riferendosi alla mancata firma da parte della Fnsi, ha preferito parlare di “preoccupazione”. Altri, di “tensioni” tra giornalisti e tra questi e il sindacato. Altri, ancora, hanno ricordato che “la Fnsi il 22 giugno aveva assicurato che avrebbe firmato qualsiasi accordo che soddisfacesse il Comitato di redazione. Ma al momento conclusivo si è sfilata insieme alle associazioni territoriali”.

Risultato: l’accordo ministeriale sullo stato di crisi al Mattino ha “messo in crisi” i rapporto tra gran parte della redazione e la Fnsi. Tanto che – sembra – più di una trentina di giornalisti, per protesta, avrebbero ritirato la delega sindacale.

Questo è avvenuto a fine giugno. E in seguito? Il protocollo è stato approvato dall’assemblea dei redattori (solo una parte ha avuto il voto contrario). Il Cdr ha dato le dimissioni, continuando però a garantire l’ordinarietà. Il 6 luglio è diventato esecutivo il nuovo piano di riorganizzazione delle redazioni preparato dal direttore responsabile Mario Orfeo che, il 23 luglio, è nominato alla direzione del Tg2. Così, dal 5 agosto, la sua poltrona è occupata da Vito Germano Virman Cusenza (dal gennaio 2008 vice direttore del Mattino).

Ma vediamo di riassumere la vicenda che ha portato al gelo con la Fnsi e ai contrasti nella redazione. Le conclusioni non saremo noi a trarle, ma dipenderanno da ognuno di voi. Riteniamo però giusto esprimere il nostro sostegno ai componenti del Cdr che hanno affrontato una situazione molto difficile e sicuramente dolorosa. E a tutti i colleghi della redazione coinvolti in uno stato di crisi che – ricordiamolo sempre – ha avuto una facilitazione del Protocollo d’intesa firmato da Fnsi, Fieg e Inpgi in allegato al nuovo Contratto. In ogni caso la Fasipress, Federazione Autonoma Stampa Italiana, si offre da subito a valutare ogni eventuale azione (anche legale) da intraprendere per difendere la professionalità dei colleghi.

INCONTRO AL MINISTERO
Al Ministero c’erano 4 dei 7 componenti del Cdr: Tietro Treccagnoli e Marco Esposito (Redazione Centrale); Nicola Battista (Redazioni distaccate); Antonio Troise (Redazione romana). Assenti: Gianni Colucci (Redazione di Salerno oltre che segretario dell’Assostampa partenopea); Marco Di Caterino (Art. 2, 12 e 36); Daniela De Crescenzo (Redazione centrale).

Così, ufficialmente, il Protocollo non sstato firmato (siglato) da tutti i rappresentanti del Cdr che erano presenti a Roma.

LA FIRMA “PER PRESA D’ATTO”
Antonio Troise ha firmato “per presa d’atto”. E’ quanto risulta nel documento ufficiale del Ministero. Su questo particolare si è acceso un dibattito a sostegno di una divergenza d’opinioni emersa in seguito nel Cdr. Una postilla alla firma interpretata da qualcuno come l’esplicita volontà “a voler marcare le distanze dai contenuti dell’intesa”.

Ma, allora, perché la stessa dicitura non appare nell’Allegato al Verbale di accordo sottoscritto in sede ministeriale sul Piano di riorganizzazone  su prepensionamenti e pensionamenti? O accanto alla firma apposta per approvazione in calce al Verbale di Accordo (22 giugno in Ministero) con la Direzione Aziendale della spa Il Mattino? Non c’è neppure nel Verbale di Accordo (22 giugno al Ministero) per le settimane corte. E nella Nota a Verbale redatta dallo stesso Cdr.

IL VOTO DEI REDATTORI
I redattori, nel voto del 30 giugno, cosa hanno deciso? Riportiamo dal verbale: “I votanti sono stati 93 degli aventi diritto.?Sul primo quesito:?1) accetti l’accordo sottoscritto al Ministero del Lavoro il 22 giugno 2009 sul piano di riorganizzazione presentato dall’azienda? ?la redazione si è così espressa: 45 si, 43 no, 3 bianche, 1 nulla, 1 voto annullato. ?Sul secondo quesito: 2) accetti  i verbali di accordo che introducono modifiche relativamente a lavoro notturno, lavoro straordinario, innovazione tecnologica, gestione internet, composizione delle locandine, lavoro domenicale, “scongelamento” accordo ram, smaltimento ferie, settimana corta e l’abolizione dell’accordo sport? ?la redazione si è così espressa: 48 no, 40 si, 3 bianche, 1 nulla, 1 voto annullato”. Ma, su questa parte dell’accordo, non c’era la firma “per presa d’atto” di Antonio Troise.

LE DIMISSIONI DEL CDR
Sono arrivate il 1 luglio per lettera, risposta istintiva alle critiche ritenute ingiuste. Il Cdr, sulla base degli elementi emersi, ha fatto tutto il possibile raggiungendo, come ha correttamente ricordato Marco Esposito, “gli obiettivi minimi a tutela della redazione”. Altri – evidentemente – nel momento decisivo hanno preferito cambiare idea o esprimerne una diversa.

Il Cdr ha sbagliato? Riepiloghiamo alcuni fatti. Lunedì 22 giugno, Siddi ha o non ha telefonato a Troise per invitare il Cdr a firmare (“perché la non intesa è disastrosa per le redazioni”)? Marco Esposito scrive: “Abbiamo quindi la netta sensazione che di fronte alla possibilità di un accordo la Fnsi voglia comunque, senza entrare nel merito della bontà o meno di un’intesa, spingere per il verbale di mancato accordo e alzare il livello dello scontro una volta partite le lettere di cassa integrazione”.? Prosegue: “Alla Fnsi il giorno 15 avevamo chiesto due cose: che un nostro componente partecipasse alla ristrette, al contrario di quanto era accaduto in Fieg il 19 maggio, e che si allargasse la vertenza unificando quelle di Gazzettino e Messaggero perché con tutta evidenza facevano parte di un solo piano”.

La risposta era stata che “non si commissaria la delegazione“ (Siddi, 15 giugno) e che “è meglio trattare le vertenze in modo separato”. Il martedì la Fnsi rifiuta di entrare in una ristretta con il responsabile del ministero e Ronsisvalle ci spiega: “La Fnsi ha una visione generale, questa vertenza è tutt’uno con quella del Gazzettino e del Messaggero”. Non sarà la sola sorpresa della giornata.  Aggiunge: “Ronsisvalle ci assicura: state tranquilli, la Fnsi non firmerà mai un accordo che non vi convinca e firmerà sempre un’intesa che vi soddisfi. Poi ci spiega che in caso di mancato accordo lui metterà a verbale una serie di critiche sui conti aziendali per cui, con l’arrivo delle lettere di Cig (“fino a 25”) potevamo andare davanti a un giudice e impugnare i provvedimenti “come faranno quelli del Gazzettino”. E conclude: ”Durante le trattative sullo stato di crisi del Mattino la Fnsi il 22 giugno aveva assicurato che avrebbe firmato qualsiasi accordo che soddisfacesse il Comitato di redazione. Ma al momento conclusivo si è sfilata insieme alle associazioni territoriali”. A sostenerlo, in una?nota, è il Comitato di redazione della testata che risponde all’intervento di Federazione della stampa e associazioni di Roma e di Napoli.

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Superbike/ Gp Usa, Checa vicen gara 1 davanti a Melandri; Biaggi 3
Intesa Sanpaolo/ Pietro Garibaldi nuovo vicepresidente Cds =
Tlc/ F2i con Fondo strategico italiano per sviluppo rete fibra ottica
Calcioscommesse/ Severino, grave da stroncare con decisione
Siria/ Pentagono se diplomazia fallisce pronto intervento militare
Calcioscommesse/ Conte, mia assoluta estraneita' a fatti
Calcioscommesse/ Agnelli, Conte resta nostro allenatore
Fisco/ 730, piu' tempo per esibire documentazione
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Vuoi cambiare casa?

Tante offerte di immobili in tutt’Italia ti aspettano
Cerca subito!

Prima rata gratis

Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso