Milano/ Romiti rivela ad Affaritaliani: Montanelli non è morto ateo

Lunedì, 20 aprile 2009 - 10:00:00




Non ci sono i nuovi leoni delle direzioni dei giornali, da Ferruccio De Bortoli (sconcertante l'assenza di uno come lui, nuovo direttore del Corriere e dunque padrone di casa
, che non si perde queste occasioni di grande milanesità istituzionale) a Gianni Riotta, neo conduttore del Sole 24 Ore(Sferzante Romiti riguardo ai nuovi direttori, nella mia intervista video "Di Montanelli non ne nascono più", allegata). Ma non ci sono esponenti dell'editoria e della cultura. E neanche press agent e agenti librari. E anche i giornalisti tout court latitano (salvo Pigi Battista e il capocronista del Corriere Giancarlo Perego). Si aggira per la sala, in piedi e non nelle prime file, il notaio Piergaetano Marchetti, che intervisto (vedi video). Si riconosce il vecchio politologo Giorgio Galli e il vetusto Lazzaroni, quello dei biscotti. Roba d'altri tempi, tra aneddoti e ricordi. Cose perlopiù inutili per far carriera oggi e stare nella scia del nuovo potere bancario e della società del tempo reale, tutto presente, niente passato e futuro. Ma cose deliziose, imperdibili, da raccontare. Tra le quali uno scoop che ci regala Cesare Romiti. Il quale spiega (e mi dettaglia davanti alle nostre telecamere) che "da informazioni in mio possesso" (che non riesco a fargli precisare) è in grado di affermare che Montanelli non è morto ateo. Una bomba per il mangiapreti di Fucecchio. Ma Romiti, l'uomo che ha guidato per decenni la più grande azienda privata italiana, ricorda tante gustosissime cose, compreso  l'incontro a casa sua tra Indro e Monsignor Ravasi ("Lo combinai io, si annusarono e scoprirono di essere uguali. E iniziarono a parlare per ore in una serata che per me rimane una delle più belle della mia vita").

O l'intervento finora sconosciuto della Fiat, in accordo con la Popolare di Novara ("vicina ai De Agostini") per salvare Il Giornale in difficoltà(vedi video). O i duetti con Giovanni Spadolini direttore del Corriere, con una pagina di grande comicità del mitico Indro, letta dai Diari da un interprete d'eccezione, Paolo Mieli. Dove il segaligno toscanaccio racconta di una torrenziale telefonata di Spadolini, arrivata nel momento in cui egli aveva preso da poco un purgante e doveva correre in bagno. Ma Spadolini non mollava. E Indro le provava tutte, perfino a chiudersi il sedere con le mani. Finché fece cadere la linea e corse in bagno a liberarsi. E quando Spadolini richiamò, il problema corporale era risolto; e insieme imprecarono contro la Sip. Imperdibile, leggete il resoconto allegato e guardate il nostro video. Roba da annali.

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