Rinasce la cabina telefonica/ A Torino il primpo prototipo di nuova generazione: per navigare su internet e ricaricare auto e scooter elettrici

C'era una volta la cabina telefonica. Condannata alla scomparsa dalla diffusione dei telefoni cellulari, si avvia a rinascere in una nuova veste. Non più un semplice chiosco da cui fare telefonate, ma un vero e proprio angolo multimediale pubblico che consenta di navigare su internet, controllare il territorio circostante grazie a un sistema di telecamere e ricaricare auto e scooter elettrici. E magari, se proprio servisse, anche di telefonare.
Le cabine di nuova generazione sono frutto del progetto Smart City definito in ambito europeo per la diffusione delle tecnologie "intelligenti" nelle città. Per l'Italia, la città pilota è Torino, dove nelle prossime settimane verrà installato il primo prototipo delle nuove cabine telefoniche. Che, dopo un anno di sperimentazione, dovrebbero diffondersi su scala nazionale, arrestando di fatto il piano di eliminazione definitiva di tutte le cabine telefoniche che Telecom Italia avrebbe dovuto attuare entro il 2016 (attualmente ne sopravvivono circa 130mila in tutta Italia).
Anche perché, a far cambiare idea ai responsabili dell'ex monopolista delle tlc, è intevenuta nel 2011 un'inversione di tendenza nei ricavi generati dai telefoni pubblici: sarà la crisi, saranno gli immigrati che chiamano a casa, sta di fatto che, dopo anni di crolli, le entrate sono tornate a crescere leggermente. Secondo la stessa Telecom, in una zona cittadina di grande passaggio una cabina può rendere anche 10mila euro all'anno, a fronte di costi di pulizia e manutenzione non superiori ai 2mila euro.
Naturalmente nella realizzazione delle nuove cabine hi-tech, progettate e costruite dalla torinese Ubi Connected, non si è perso di vista l'impatto ambientale: ogni esemplare sarà dotato sul tetto di pannelli fotovoltaici che forniranno l'energia necessaria all'alimentazione di tutti gli apparati.


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