Astra Ricerche/ Un lettore scrive ad Affari. La replica di Giuseppe Morello

Venerdì, 2 ottobre 2009 - 15:38:00
Caro Giuseppe Morello,

le scrivo in merito al suo editoriale "E' il web bellezza" e soprattutto all'articolo intitolato "Otto italiani su dieci incoronano internet come il mezzo di informazione leader". 
Bene, credo che la sua analisi "globale" dell'informazione in rete sia corretta; ma penso anche che non sia corretta la lettura che Affari Italiani ha dato dell'indagine di Astra Ricerche. 
In particolare, non è corretto ricavare alcuna conclusione, dato il campione, sulla totalità della popolazione italiana. Perché? Lo spiego qui:


In sostanza, il campione utilizzato dall'indagine non è sufficientemente rappresentativo. 
Come spiego sempre nell'articolo, avete inoltre a mio avviso travisato alcuni dati e ignorato altri, che remano nuovamente in senso opposto rispetto alle conclusioni sue e della sua redazione.

Non pensa sia corretto rettificare, almeno parzialmente, il contenuto della vostra analisi? Questo in nome di una corretta lettura statistica dell'indagine in esame.

Con rinnovata stima la saluto,
Fabio Chiusi
 
 
La replica dell'autore dell'editoriale, Giuseppe Morello
 
 
Fabio Chiusi ha tecnicamente ragione, e la sua precisazione è corretta, e di questo lo ringrazio. Resta fermo che l'impalcatura del mio ragionamento credo regga nella sostanza. Per tre ragioni:

1. E' vero che il campione ritaglia uno spicchio di popolazione che tiene fuori chi ha più di 55 anni, ma è anche vero che una bella fetta della popolazione che resta fuori non è nemmeno da considerarsi potenziale utenza della rete. L'Italia è un paese anziano. Oltre 8 milioni e mezzo di italiani hanno più di 70 anni. Con tutto l'ottimismo del mondo, penso che solo pochi di costoro impareranno a navigare, tutti gli altri li possiamo dare per irrecuperabili, non impareranno più. Lo stessa valga per una buona parte dei 4 milini di italiani tra i 65 e i 70 anni. Forse la ricerca poteva essere più ottimista sulle possibilità di acculturazione tecnologica di quelli tra i 55 e i 65 anni. Non avrei dubbi su cosa utilizzaranno i quasi 9 milioni di bambini tra gli 0 e i 15 anni. Nel loro caso basta aspettare (anzi, li aggiungerei già alla lista degli utenti attuali). Tutti gli altri sono più o meno in rete.

2. E' altrettanto vero che il campione non è ritagliato sugli italiani, ma su chi già naviga in internet. Resta significativo però che quelli che vanno su internet (che poi stiamo parlando della popolazione nell'età più attiva, produttiva e con livelli di scolarità più alti), ci vadano molto tanto per informarsi. Anche chi naviga poco, quando naviga tendenzialmente si informa.

3. Infine non si dimentichi il dato generale che vede gli utenti internet in continua  (anche se irregolare) crescita.

Cordialità
Giuseppe Morello
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