Addio a Diario/ Il direttore Rebotti ad Affari: "Paghiamo la libertà e l'indipendenza"
di Stefano Fossati
![]() Massimo Rebotti |
Un'altra riprova del fatto che il giornalismo d'inchiesta è morto?
"Penso di no... In realtà i segnali che arrivavano e arrivano dalle edicole, con il varo dell'ultima formula con cadenza mensile e puntata soprattutto sulle inchieste, sono buoni: il punto è che l'edicola non basta più in questa situazione economica. E Diario, già prima che arrivassi io, aveva scelto di non basarsi sulla pubblicità. E' l'altra faccia della medaglia di un editore che garantisce la massima libertà e indipendenza".
Quante copie diffonde oggi Diario?
"La diffusione è attorno alle 30mila copie, per una vendita poco sotto le 10mila copie".
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"Direi di no: Diario è un giornale un po' atipico, che sicuramente si colloca a sinistra, se questo vuol dire ancora qualcosa. Ha una sua tradizione, un suo gruppo di lettori molto fedeli che lo hanno seguito attraverso i vari cambiamenti e restyling che si sono succeduti in questi anni. E la passione dei lettori nei confronti di Diario è anche politica, certo, ma è soprattutto legata ai contenuti, al modo di fare inchieste e approfondimenti 'lunghi', che difficilmente si trovano in giro ultimamente".
E la crisi dei quotidiani di sinistra, invece, a cosa è dovuta secondo te?
"Intanto c'è una crisi generale che tocca i quotidiani: sono convinto che l'informazione su carta sopravviverà sicuramente, ma dovrà ridefinirsi e ricollocarsi in maniera molto meno generalista. Sui media di sinistra c'è un ulteriore problema: il punto, più che fare un giornale di sinistra, è riuscire a fare un prodotto editoriale che sia utile. La semplice chiave politica non è più sufficiente da molto tempo: sicuramente esiste una richiesta di punti di vista che siano alternativi alla 'zuppa quotidiana', ma per vendere i giornali non basta più che questi si limitino a collocarsi in una certa area politica".
E ora che fine farà il gruppo redazionale di Diario? A partire dal direttore...
"Al momento non ne ho la minima idea, la notizia è ancora troppo fresca... Per me è stata ed è una ottima esperienza da tutti i punti di vista, sono contento del risultato che abbiamo ottenuto con uno straordinario gruppo di lavoro di sole otto persone e una rete di collaboratori. Al momento la redazione lavora all'ultimo numero e digerisce questa novità..."



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